venerdì 9 giugno 2023

Alla ricerca dell'Albero Madre

Finding the Mother Tree: Discovering the Wisdom of the Forest è un libro di memorie della scienziata Suzanne Simard, e racconta come l’autrice sia giunta all’importante scoperta che in una foresta gli alberi comunicano e collaborano tra di loro.


Simard ha iniziato lavorando per compagnie di legnami, il cui problema principale era piantare e far crescere nuovi alberi dopo aver disboscato un’area. La prassi tradizionale era piantare monoculture di alberi con legni pregiati. Il lavoro di Simard, che poi si è finalizzato nella sua tesi di laurea e nel lavoro successivo al Ministero delle Foreste e all’Università della Columbia Britannica, ha riguardato lo studio di cosa rende sana e prospera una foresta.

Gli alberi, ha concluso Simard, comunicano e distribuiscono nutrimento tramite una rete sotterranea di funghi e radici; ci sono alberi “madri” che si prendono cura dell’intera foresta facendo da “nodi” per questa rete. Soprattutto, la collaborazione tra piante è inter-specie.

Nel libro viene narrata una riunione con i proprietari delle compagnie di legname dove emerge tutta la differenza di pensiero tra loro e Simard. La scienziata spiega che gli alberi di specie diverse collaborano e si aiutano a vicenda, proponendo di abbandonare il concetto di monocultura e iniziare i rimboscamenti con più specie, ma i proprietari (capitalisti fino al midollo) non riescono a seguirla in questo cambio di paradigma: per loro esiste solo la competizione, sia in affari che in natura.


Alla fine aveva ragione Simard e il suo concetto di “Rete micorrizica” (o CMN, Common Mycorrhizal Network) è poi diventato quello mainstream di “Wood wide web” e ha rivoluzionato il modo con cui si vedono le foreste e i funghi.

Finding the Mother Tree è incredibilmente educativo perché segue i passi fatti da Simard fin dall’inizio della sua carriera, le sue osservazioni e gli esperimenti concepiti per verificare le sue intuizioni. Esperimenti fatti con ingenuità e poche risorse, visto che il suo ufficio non era quello più finanziato dalla compagnia di legnami. Oltre a essere un bel trattato di scienza è anche un’interessante autobiografia. La vita di Simard è strettamente legata alle foreste dove è nata e ha vissuto. È figlia di una famiglia di boscaioli e la simbiosi con la foresta l’ha acquisita alla nascita.

domenica 30 aprile 2023

Nightside the Long Sun

Nightside the Long Sun è un romanzo del 1993 di Gene Wolfe, il primo della serie The Book of the Long Sun, ambientata nello stesso universo narrativo dei romanzi del Nuovo Sole.

Mentre con il Ciclo del Nuovo Sole Gene Wolfe ci parlava della morte e rigenerazione del nostro mondo, gli eventi di Nightside sembrano essere, almeno in questo primo titolo, molto più contenuti e di portata limitata.

Il Whorl è un’astronave generazionale, un cilindro di O’Neil al cui interno luce e calore sono generati dal Lungo Sole artificiale. Dopo secoli di viaggio la popolazione si è dimenticata lo scopo originale del Whorl e ha iniziato a venerare i suoi costruttori come antiche divinità, ricevendo la parola divina da finestre (letteralmente comandi da una finestra Window).

Patera Silk è un prete che gestisce una parrocchia (manteion) nella parte più povera della città di Viron. Riceve un’illuminazione da un’entità divina sconosciuta, the Outsider, che lo sprona a salvare la sua parrocchia. Un boss mafioso locale ha infatti acquisito gli immobili e vuole sfrattare il prete per una speculazione edilizia. Silk inizia a sporcarsi le mani mettendo in dubbio la sua religione e la sua moralità.

In questo primo volume non succede niente di eclatante o “world-changing” (immagino che le cose cambieranno nei prossimi volumi) ma la costruzione del mondo, con i suoi modi di dire (“shadeup” quando il Lungo Sole viene coperto) e le sue creature (ci sono i “chem” esseri umani artificiali, e molti cyborg, anche se la tecnologia si sta perdendo), le vicende e le scelte morali di Silk catturano, come qualsiasi opera di Wolfe. Il mondo e il modo con cui è (de)scritto sono ricchissimi di dettagli e si ha sempre l’impressione di essersi persi qualcosa. Con Wolfe sembra sempre che ci sia sempre altro in attesa di essere scoperto al di sotto del testo.

Non sembrano esserci molti collegamenti con il Nuovo Sole, a parte che il costruttore del Whorl e divinità principale del pantheon è Typhon, il tiranno affrontato da Severian in Urth del Nuovo Sole. Questo sembra suggerire che il Lungo Sole sia ambientato millenni prima del Nuovo Sole, quando le astronavi viaggiavano a velocità inferiori a quelle della luce, ben prima quindi degli specchi e navi degli Ieroduli incontrati da Severian. Più che per l’ambientazione mi pare che Nightside sia accostabile al New Sun per tematiche e struttura: in entrambi i casi abbiamo un protagonista anonimo che deve farsi strada in un mondo “medievale-futuristico”.

Resto curioso di leggere cosa succederà a Patera Silk nei successivi volumi.

Machinehood: intelligenza artificiale e privacy nel 2095

Machinehood è un romanzo di S. B. Divya, pubblicato nel 2021 e finalista al premio Hugo.

È ambientato nel 2095, con la società umana influenzata da due fattori.

Il primo è la quasi totale assenza di privacy. Sciami di droni circondano le persone mandando continuamente in rete tutto quello che fanno. 24 ore su 24. Nessuno si preoccupa di essere osservato nei momenti più privati – tanto come scritto la maggior parte delle persone è noiosa.

Il secondo è il ruolo svolto dalle Intelligenze Artificiali Deboli (WAI) e dai robot, che contendono all’essere umano tutti i lavori ma che anche lo aiutano nelle poche attività che gli sono rimaste. Per competere con le macchine le persone usano droghe e agenti biochimici per incrementare la loro intelligenza e capacità fisiche. Ma è una battaglia inutile. La maggior parte del pianeta lavora nella gig economy guadagnando spiccioli nei lavori a chiamata (che comunque riguardano l’addestrare o supervisionare le WAI), priva dei più basilari diritti dei lavoratori.

Welga Ramirez lavora come guardia del corpo per proprietari delle grosse aziende che fabbricano droghe per migliorare gli esseri umani. Il lavoro è diverso da quello che ci potremmo immaginare. Chi contesta o organizza movimenti di protesta tende a lanciare droni per fare scherzi alle loro vittime e combattere le guardie del corpo. La protezione delle persone è uno spettacolo nel quale chi fa la performance migliore prende più soldi in donazioni.

We don’t ever shoot to kill, not protes, not exfactors,” Welga said. “That would create a lousy image for our clients. The camera swarms catch everything, and the public—barring a few sick exceptions—doesn’t like to watch real people die. We always carry basic field kits. Just because the protesters send bots doesn’t mean we don’t get injured. The audience likes to see us struggle. Makes it more exciting to watch. The primary thing to remember is that we aren’t going into combat. We’re performing a service, key word perform. We need to fight pretty, we need to destroy our attackers, we need to bleed—a little—and we need to keep the client clean. Oh, and remember to smile for the cameras. You get more tips that way.”

Le cose iniziano ad andare male quando qualcuno ammazza sul serio i clienti di Ramirez. Si tratta della prima intelligenza artificiale forte (e quindi presumibilmente senziente) che, alleata con uno sceicco terrorista nordafricano e una monaca buddista ribelle che vive nello spazio (seriously) vogliono liberare l’umanità e la “macchinità” dalla schiavitù dei poteri forti.

C’è tanta azione, ma anche una grossa cura nell’immaginare una società influenzata da tendenze contrastanti. È un mondo strano quello di Machinehood. Le grandi corporations lavorano a macchine sempre più capaci e allo stesso tempo farmaci per rendere gli esseri umani sempre all’altezza (altezza che loro stesse aumentano come si sarà capito). Il governo fa quello che può per arginare questa corsa. Il grosso delle attività umane è regolato (come detto) dalla gig economy. Se uno ha un problema di salute lo posta sul web, offre un premio e spera che qualcuno se ne occupi. Sì, questa è la sanità privata all’ennesima potenza degli USA.

In conclusione mi è piaciuto come l’autrice si immagina questo futuro, ma personalmente ho trovato che non lo abbia criticato abbastanza, sembra quasi compiacersene.

I’ll go lie down. You stay calm and sensible. We might need a different way of life, but global upheaval isn’t the way to get it. Fanatics like revolution, and they don’t care who gets hurt along the way. You’re not that kind of person. Don’t let them turn you into one.

mercoledì 22 marzo 2023

Defekt: l'orrore cosmico dell'IKEA, del capitalismo


Parafrasando Lovecraft, il sentimento più forte e più antico dell'animo umano è la paura, e la paura più grande è quella di passare una giornata all’IKEA. Ho quindi cercato di esorcizzare questa paura leggendo Defekt di Nino Cipri, un romanzo breve vincitore del British Fantasy Award e finalista al Philip K. Dick Award. È il secondo romanzo del ciclo LitenVerse. Non ho letto il primo, Finna, ma questa è una storia a se stante.

Derek lavora presso la LitenVärld (=IKEA), è un impiegato modello ed è felice dei suoi turni di 18 ore dopo i quali va a riposarsi nel container aziendale nel parcheggio esterno. Vive per lavorare e il lavoro è tutta la sua vita. Ma soffre di solitudine. Avendo commesso il grave peccato di chiedere un giorno di permesso, viene punito con un turno notturno di inventario, dove scopre che la mansione consiste nel cacciare, in compagnia di una serie di suoi cloni queer, mobili IKEA ehm, volevo dire LitenVärld, difettosi. Perché gli spazi espositivi LitenVärld violano le leggi della fisica e permettono accessi ad altri universi, dai quali provengono creature bizzarre.

Le librerie, i tavolini, le lampade in esposizione sono creature viventi e senzienti che si nascondono nelle fine cucine e salotti arredati per i clienti. Derek però prova troppa empatia per quelle creature e deve scegliere: fare il lavoro per il quale è stato costruito o seguire i suoi sentimenti?

Gli spazi IKEA fanno (giustamente) paura perché nella loro finta perfezione rappresentano quell’utopia che si sa, smaliziati che siamo, è solo la copertina di una distopia. Qua il vero orrore cosmico è il capitalismo, presentato con le sue devianze di sfruttamento multidimensionale e il suo linguaggio che impone comportamenti e maschera soprusi. Cipri riesce a tenere diversi registri: la storia inizia come distopia e presa in giro, continua come fanta-horror alla Alien, poi storia d'amore e finisce con una piccola rivoluzione.

Dark Lord of the Sith: Darth Vader come superuomo nietzschiano


Darth Vader – Dark Lord of the Sith è un fumetto pubblicato nel 2017 con protagonista Darth Vader, ambientato subito dopo la fine di Revenge of the Sith. Anakin Skywalker è appena diventato Darth Vader e lo seguiamo nelle sue prime malvage avventure: cacciare alcuni jedi superstiti, costruirsi una spada laser, addestrare gli Inquisitori, sottomettere pianeti all’Impero, progettare la sua Fortezza e così via.

Abbiamo qui un Darth Vader scatenato, un superuomo nietzschiano per il quale l’unica cosa che può e deve contare nella Galassia è la sua Volontà di Potenza. Vader ucciderebbe tutti ed è a malapena tenuto al guinzaglio dall’Imperatore: “non voglio regnare su una galassia di cadaveri”.

Non mancano i momenti divertenti. Perché l’Imperatore non ha informato nessuno che Darth Vader è il suo braccio destro e quindi i cloni (gli ultimi prima di essere… dismessi) lo scambiano per uno jedi e lo attaccano appena sfodera la spada laser o usa la Forza. Gli alti ufficiali dell’esercito organizzano complotti contro di lui.

E a Vader va bene così, perché così si mette alla prova e può ammazzare un po’ di gente.

Campo Archimede


Perché leggere P.K.Dick quando posso leggere il romanzo che lo ha fatto impazzire?

Camp Concentration è un romanzo di Thomas Disch pubblicato nel 1968, tradotto in italiano come "Campo Archimede" (con una traduzione del titolo che gli toglie tutta la ambiguità).

Scherzi a parte, va comunque detto che dopo aver letto Camp Concentration Dick iniziò a mandare una serie di lettere all'FBI avvertendoli che un'organizzazione segreta stava contattando scrittori di fantascienza per convincerli a inserire messaggi segreti nelle loro opere.

La prova, sosteneva Dick, era proprio il romanzo di Disch.

Mi sono quindi avvicinato alla lettura di questo testo con molta cautela.

La Encyclopedia of Science Fiction definisce Disch come "forse il più rispettato, il meno fidato, il più invidiato e il meno letto di tutti i moderni scrittori di fantascienza di prim'ordine."

La storia di Campo Archimede è apparentemente semplice: il protagonista Louis Sacchetti (poeta, cattolico rinnegato e obiettore di coscienza) viene trasferito in una struttura segreta dell'esercito dove una non nominata organizzazione privata compie degli esperimenti sui prigionieri.

L'esperimento consiste nell'aumentare loro l'intelligenza contagiandoli con una variante della sifilide, la pallidina. Purtroppo la pallidina conduce a morte certa. Sacchetti viene contagiato, e ingaggia una battaglia filosofica con lo scienziato Skilliman.

Non vi spoiler il finale nel caso non abbiate già letto il libro.

È ricchissimo di citazioni, ho colto riferimenti a Thomas Mann, Dante, Tommaso d'Aquino, Dostoyevsky, Shakespeare, Rllke, Kafka e Wagner, anche se di sicuro altri mi sono fuggiti.

La pallidina, il suo uso e i suoi effetti ricordano quelli dell'LSD, sostanza per la quale c'era molto interesse negli anni '50 e '60. Mentre molti speravano che l'LSD avrebbe liberato la mente delle persone, Disch la metteva al centro di interessi militari e corporation. Solo negli anni '80 con lo svelamento dei documenti relativi al progetto MK Ultra abbiamo scoperto che dopotutto Disch aveva ragione.

Ci sono moltissimi riferimenti all'alchimia. Uno dei prigionieri "superintelligenti" riesce a convincere l'esercito di aver scoperto l'immortalità alchemica. I generali e gli scienziati ci cascano come peri – e ne subiscono le conseguenze. Questo ci collega all'altro tema della storia, il Faust, nelle sue varie incarnazioni (quelli di Goethe, di Manne e di Valéry). Perché (come ha fatto notare Samuel Delany commentando il romanzo) chi cerca di essere un Archimede (ovvero avere il colpo di genio) rischia di diventare un Faust, ovvero di pagare un grosso prezzo. Qua il prezzo lo pagano i prigionieri con la loro vita, ma anche gli scienziati che supponevano di poter controllare il genio che scatenavano.

E la pallidina si scatena nel mondo, grazie alla dottoressa Busk che lo diffonde... beh essendo una malattia venerea potete immaginare come.