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giovedì 4 giugno 2026

Strani incontri nello spazio e nel tempo

È uscita la nuova antologia delle Edizioni Scudo, Strani incontri nello spazio e nel tempo, a cura di Fabio Calabrese.

Contiene il mio racconto "Il Drago nello Stadio".

Dall'introduzione:

"Lorenzo Davia stavolta è presente con Il drago dello stadio. Il riferimento al drago può farci pensare a un’opera di fantasy, ma ci accorgiamo presto che non è così, si tratta di science fiction per di più basata su una speculazione molto ardita, quella di una Terra occupata da un’unica città infinita, per di più divisa in vari settori che periodicamente si trasformano."


Libro stampato, edizione illustrata a colori, 196 pagine, dimensione 15,2 x 22,9 cm, rilegatura termica, copertina di Giorgio Sangiorgi e illustrazioni di Luca Oleastri e Giorgio Sangiorgi.

Edizioni Scudo:

https://innovari.wixsite.com/edizioniscudo

Amazon:

https://www.amazon.it/Strani-incontri-nello.../dp/B0H2PJF9TC

Ora che Fabio Calabrese ha trovato un nuovo modo di esprimere il suo amore per la fantascienza e per il fantastico, continua nella sua ormai inarrestabile crociata volta a offrire spazi di espressione agli autori del genere.

Oltre alle consuete avventure in ogni dove e altro quando, però, questa antologia è dedicata a un’iniziativa di qualche anno fa di Edizioni Scudo, la International Time Rescue. Un mondo narrativo di cui apparve un’antologia di racconti che narrano le peripezie degli agenti di questa organizzazione benefica, che sfrutta la tecnologia dei viaggi del tempo per portare un po’ di sollievo alle persone che la storia dell’umanità ha bistrattato ingiustamente.

Oltre al curatore, questa volta gli autori dispersi nello spazio-tempo sono: Giorgio Sangiorgi, Kenji Albani, Luigi Valerio, Andrea Coco, Lorenzo Davia, G. e Carlo Menzinger Di Preussenthal.

mercoledì 9 aprile 2025

Fantascienza senza confini: Istrianator

Per la serie fantascienza senza confini

In occasione della SFeraKon, che si terrà a Zagreb dal 9 all’11 Maggio 2025, verrà pubblicato un numero della rivista croata Ubiq contenente il mio racconto “Istrianator”, con protagonista l’Imperatrice Sissi Cacciatrice di Mostri e Viaggiatrice nel Tempo, assieme ai racconti “Cloudbuster” di Simonetta Olivo e "Gli incerti confini dei mondi sottili" di Veronika Santo – tutte e tre queste storie sono state pubblicate in italiano nell’antologia S/Confinati, edita da Delos Digital e finalista al Premio Italia 2025.

I racconti sono stati tradotti da Veronika Santo che qui ringrazio assieme alla redazione di Ubiq per lo splendido lavoro fatto.

SFeraKon è la più longeva convention croata di fantascienza. La prima edizione si è tenuta nel 1983, e nel 1986 e nel 2012 ha ospitato un Eurocon. È organizzata da SFera, la società di fantascienza di Zagabria.

Ubiq è una rivista letteraria di fantascienza e fantasy pubblicata due volte l'anno a Zagabria, in Croazia, da SFera. Fondata nel 2007, ha ricevuto l'European Science Fiction Award (ESFS Award) dall'European Science Fiction Society nel 2011 come migliore rivista europea di fantascienza. Nella sua redazione diversi personaggi di spicco della fantascienza croata, tra i quali anche il celebre teorico della fantascienza Darko Suvin.

“Ja sam njezino carsko i kraljevsko veličanstvo Elizabeta Amalija Eugenija, carica Austrije, apostolska kraljica Ugarske, kraljica Češke, Dalmacije i Hrvatske, nadvojvotkinja Austrije; velika kneginja od Toskane i Krakova, velika kneginja od Transilvanije; markgrofinja istarska i gospoštija od Trsta. Ja sam carica Sissi, dolazim iz 1870. godine i ovdje sam da vas isprašim.”

venerdì 14 marzo 2025

Novità: Tigre Contro Tigre

"Etica ed Estetica sono tutt'uno", e come non partire da Wittgenstein per introdurre il mio racconto solarpunk nel quale tigri antropomorfe combattono duelli a colpi di eleganza?

TIGRE CONTRO TIGRE è uscito nella collana Atlantis di Delos, curata da Franco Ricciardiello.

In questo racconto ho voluto esplorare modi non violenti di risolvere i conflitti e l’uso di (est)etiche alternative per dirimere le dispute.

Mi sono ispirato ai Sapeur, gentiluomini e gentildonne di origine africana che perseguono un ideale estetico di eleganza e stravaganza.

Tre sono i pilastri della loro arte, La Sape:

- Estrema cura nel vestirsi
- Farsi notare mentre si cammina
- Sostenere argute schermaglie verbali con gli altri praticanti.

Nella civiltà che ho immaginato le tigri antropomorfe, invece di ricorrere alla violenza, risolvono i loro conflitti (sociali e personali) con gare di La Sape.

La protagonista, Agatea, si trova a mettere in dubbio questa prassi e per protesta va a vivere su un lontano habitat spaziale dove si pratica una singola forma molto precisa di violenza: la caccia.


Qua un sito con molte risorse sulla non violenza in numerose civiltà umane.

Qua la recensione su Solarpunk.it

In un lontano futuro, quella parte di umanità che ha scelto di vivere in zone del nostro pianeta ritornate allo stato edenista ha acquisito caratteristiche proprie di alcuni animali. Agatea è una giovane ragazza-tigre che ha lasciato la propria famiglia e la propria gens per emigrare nell’habitat spaziale di Tarcisia, un gigantesco ambiente artificiale che contiene anche vaste aree selvagge. In una di queste, Agatea dà spettacolo ai turisti cacciando grandi mammut con armi primitive: una pratica che comunque prevede il rispetto della vittima, e la sua comunione nella mente della cacciatrice, che ne assimila i ricordi facendoli suoi. Ma il padre di Agatea, Buzio, arriva su Tarcisia per ricondurre la figlia ai doveri di famiglia: accetterà la ragazza-tigre di tornare sulla Terra per sostenere una sfida con il clan avversario, gli Ordenho, su una disputa territoriale? Una suggestiva avventura in cui le controversie non si risolvono con sanguinose faide e i duelli non sono all’ultimo sangue, bensì disfide a livello estetico che devono ottenere il consenso di una società con un senso etico molto più sviluppato del nostro.

giovedì 16 maggio 2024

Novità: Black Sabbath

Cosa accomuna il candidato delle elezioni americane del 1968 Richard Nixon, un club di motociclisti, una comune di hippie newyorkesi, il dipartimento di antropologia di una piccola università del New England e Robert, che cerca sua sorella Susan?

Lo scoprirete in questa storia ispirata alla canzone Black Sabbath dell’omonima band, in uscita domani su Delos Store

USA, 1968. In una comune newyorkese, si presenta Robert, sulle tracce di sua sorella Susan. È il punto d’inizio di un lisergico on the road attraverso gli States, tra citazioni reali e attente della cultura e della società americane del tempo e squisite osmosi weird. Perché, nel cercare Susan disperatamente, incontreremo personaggi ed eventi a dir poco imprevedibili!

https://www.amazon.it/Black-Sabbath.../dp/B0D3WXHNF8/

https://www.delosstore.it/ebook/55334/black-sabbath/

mercoledì 1 giugno 2022

Doppietta al Premio Robot

"Della mia eredità un'abominazione" è arrivato finalista al Premio Robot. Il racconto di fantascienza solarpunk è il risultato del corso di scrittura racconti di Alessandro Forlani, che ringrazio assieme al collega di studi Matteo Borile.

"Il Demone della Mecca" è invece un racconto horror (genere che frequento poco) ispirato ai miei pellegrinaggi nella Penisola Arabica e risulta tra i segnalati.



Da notare la forte presenza del Collettivo Italiano Fantascienza - CIF, questa realtà del panorama scifi italiano di cui faccio parte e che si fa sempre più notare: Emiliano Maramonte, Roberto Furlani, Simonetta Olivo e Fabio Aloisio.


domenica 7 marzo 2021

Fiabe della Notte Oscura: Biancalapide

Il 25 Marzo uscirà Fiabe della Notte Oscura, antologia curata da Alessandro Iascy e Giorgio Smojver. Conterrà il mio racconto Biacalapide, la rivisitazione thanatolica della fiaba di Biancaneve.


Thanatolia è l'ambientazione sword&sorcery ideata da me e Alessandro Forlani, un intero continente destinato a millenaria necropoli, custodito da due città mercantili (Handelbab e il porto di Tijaratur) che vivono del commercio di tesori e manufatti. Tombaroli spregiudicati, necromanti ed eccentrici avventurieri esplorano le tombe e riforniscono i mercati: ma scavare troppo a fondo può essere pericoloso, specie dove giace una terribile entità.

Eccovi l'incipit di Biancalapide.

Una volta mentre i fiocchi di cenere cadevano dal cielo come piume, una regina cuciva seduta accanto a una finestra dalla cornice d'ebano. E per ammirare la grigia nevicata contro il cielo, vermiglio a occidente e viola come il fodero di una bara a oriente, si punse un dito e tre gocce di sangue caddero nella cenere. Il rosso era così bello su quel grigiore, che ella pensò fra sé: "Avessi un bambino bianco come le lapidi del cimitero, rosso come il sangue e nero come il buio delle cripte!" Poco tempo dopo, diede alla luce una bimba bianca come le lapidi del cimitero, dalle labbra rosse come il sangue e con i capelli neri come il buio delle cripte; e, per questo, la chiamarono Biancalapide. E, quando nacque, la regina morì. Dopo un anno, il re prese di nuovo moglie.

La descrizione di Fiabe della Notte Oscura

Da Biancaneve a Cenerentola, da Cappuccetto Rosso a Barbablù: La fiabe famose reinventate tra avventura, orrore, humor nero, sullo sfondo delle cosmogonie di H.P. Lovecraft e Clark Ashton Smith. C'era una volta… l'orrore cosmico, che s'agitava inquieto, in agguato nella notte profonda e senza fine. Le fiabe, quelle vere, popolari, fanno paura. Sono state scritte per insegnare che l'oscurità è più antica della luce e che la morte attende gli incauti, nella foresta o nelle segrete di un castello. E se le fiabe sono crudeli, i racconti dell'orrore sono spesso fiabeschi. Da un'idea di Alessandro Iascy, undici autori riscrivono le fiabe famose con toni dal romanticismo gotico all'umorismo nero, dalla pura avventura all'horror lovecraftiano, e le reinventano sullo sfondo dei miti di orrore. Storie di Andrea Berneschi, Angelo Berti, Francesco Corigliano, Enzo Conti, Lorenzo Davia, Cristiano Fighera, Nicola Lombardi, Laura Silvestri, Giorgio Smojver, Mala Spina, Yuri Zanelli.

La copertina è della bravissima Silvia Perosino.

mercoledì 20 maggio 2020

Alabarde Spaziali


Link per scaricare Alabarde Spaziali in pdf e epub.

Dall'introduzione di Roberto Furlani:

Era la sera del 9 marzo 2020 quando Giuseppe Conte, premier italiano, annunciava il lockdown del Paese come risposta all’epidemia di Covid-19. Un’intera Nazione, tra molte altre, che d’improvviso si ritrovava blindata, prigioniera di un virus che avrebbe rovesciato tutti i paradigmi sui quali si fondano le nostre vite e le nostre esperienze. Parliamo dell’Italia, un Paese occidentale che figura tra le prime potenze industriali del mondo e la seconda manifattura d’Europa, la quale era d’improvviso costretta a chiudere impianti e ad abbassare saracinesche. E parliamo di un popolo tradizionalmente incline alla socialità, alla tessitura di relazioni umane, le quali avrebbero dovuto per forza di cose essere differite, o quantomeno rimodulate.
Il giro di vite non risparmiava nemmeno il settore della cultura, soffocato da una situazione contingente che (comunque la si veda) risultava imperante e ineludibile.
La Cappella Underground sintetizza le anime sopra tratteggiate, soprattutto in quanto aggregatore sociale e importante nucleo culturale.
Era del tutto inevitabile che l’emergenza sanitaria si ripercuotesse pertanto anche sulle attività della Cappella, e di conseguenza sulle iniziative legate al Trieste Science+Fiction Festival, che ne resta espressione di punta, nonché uno dei riferimenti più importanti a livello nazionale e internazionale per gli appassionati di fantascienza.
Preso atto della frenata che avrebbero subito i suoi programmi, polarizzati sull’espressione cinematografica del genere fantascientifico, la squadra del TS+FF ha fatto appello ai propri concittadini più “attivi” nell’ambito sci-fi finalizzato a costruire una via alternativa (e in qualche modo praticabile) all’offerta canonica del Festival.
Il proposito era quello di fare dei canali social del TS+FF un collettore di fantascienza nelle sue forme più disparate – dalla narrativa al fumetto, dalla musica al cortometraggio – in un periodo contingentato al lockdown, con il chiaro intento di reagire in modo tangibile e costruttivo all’oppressione del confinamento.
Fortuna vuole che Trieste abbia da sempre una spiccata vocazione fantascientifica: è nel capoluogo giuliano che sono nate riviste che hanno saputo ritagliarsi uno spazio a livello nazionale (pensiamo a Il Re in Giallo e a Continuum), e sempre Trieste è la città in cui vivono autori capaci di affermarsi nell’ambito della narrativa di genere con pubblicazioni e riconoscimenti di primo piano.
Presupposti, questi, che hanno trasformato quello che avrebbe dovuto essere un diversivo da reclusione domestica in qualcosa di più strutturato. È nata così la rubrica Alabarde Spaziali, pubblicata all’interno del sito del TS+FF, nella quale sono stati proposti dieci racconti appartenenti all’immaginario del fantastico di altrettanti autori, triestini di nascita o di adozione, che sono anche delle firme riconosciute all’interno del fandom nazionale.
La risposta da parte del web è stata molto positiva, e quindi eccoci qui: quella che state leggendo è la versione ebook di Alabarde Spaziali, con un’introduzione riscritta per l’occasione.
Ma la conclusione è quella della prima volta.
Restate con noi… Si (ri)parte!

domenica 9 febbraio 2020

Matrix, misticismo sufi e sword&sorcery

Quella mattinate oziose dove non hai niente di meglio da fare che combinare Matrix, misticismo Sufi e sword&sorcery...

- Vuoi vedere i nostri serpenti?
Butros non rispose subito alla domanda. Prese tempo riempiendosi una tazza di caffè e sorseggiandolo, guardando il figlio dello sceicco che gli aveva fatto la domanda.
- Non sono del tutto sicuro. Ho sempre avuto brutte esperienze con i serpenti. Ho perso cammelli e compagni di viaggio a causa dei loro morsi.
- I nostri esemplari sono chiusi nelle gabbie - disse lo sceicco. - E abbiamo tutti gli antidoti disponibili. Dopotutto, è anche per questo che teniamo i serpenti. Le danze sono solo per far contento il popolo. È nelle sostanze contenute nel veleno che si cela la vera ricchezza.
Butros finì di bere il caffè e acconsentì.
Attraversarono alcuni corridoi e si fermarono davanti a una porta chiusa con una sbarra di legno.
Khadem tolse la sbarra e aprì la porta. Sorridendo fece segno a Butros di entrare.
La Guida guardò prima lo sceicco, poi Khadem. Il movimento di una tenda attrasse la sua attenzione: da dietro un drappo vide per un attimo una figura velata spiarlo.
Attraversò la soglia. Odore di muschio, di umido, di tana. Teli colorati coprivano le finestre, gettando ombre blu gialle e verdi sulle gabbie.
Ne capì il motivo. Luce blu per i serpenti notturno, gialla per quelli del deserto, verde per quelli delle foreste. La famiglia si impegnava a tenere i suoi ospiti a loro agio.
Come avevano fatto con lui.
Fermo al centro della stanza studiò i rettili. Non si sarebbe avvicinato per nessun motivo al mondo.
Scivolavano lenti, apparendo e scomparendo tra i rami e le rocce sistemati nelle gabbie. Non si concentrò su un singolo esemplare, ma colse la visione d’insieme. Era un fluire placido ma continuo di scaglie e colori e occhi e code. Era come un unico fiume di carne rettile e lui vi si trovava immerso. Le gabbie non racchiudevano gli animali ma separavano lui dalla corrente.
Gli venne voglia di immergersi e lasciarsi trasportare in quel fiume immenso, del quale quei serpenti costituivano solo una minima frazione. Come un secchio d’acqua rispetto all’intero fiume.
Non si accorse di essersi avvicinato a una delle gabbie. Non riconobbe l’esemplare, ormai per lui un serpente era tutti i serpenti e tutti i serpenti erano un solo essere.
Gli occhi lo ignoravano, le scaglie color sabbia, rosse, argento, verdi, arancioni disegnavano strane figure che si muovevano con lo strisciare del rettile.
Lo fissò incantato abbastanza a lungo da sembrargli che non fossero le figure a muoversi, ma le scaglie a cambiare colore, tracciando nuovi simboli, raffigurando monti e dune e oceani. Il serpente, o i serpenti perché forse ce n’erano molti là dentro, avvolti nelle loro spire erano come un’immensa tavola composta da un numero infinito di quadrati, le scaglie, e come le scaglie cambiavano colore così interi mondi si materializzavano davanti ai suoi occhi.
E quella non era più la pelle di un serpente, ma era al-Lawh al-Mahfooz, le Tavole dove tutto il creato era codificato, come numeri e lettere su una tabella o i colori delle scaglie sulla pelle del serpente.
Butros sentì una mano afferrargli la spalla. Si voltò, e i serpenti erano solo serpenti, e il figlio dello sceicco lo guardava preoccupato.
- Sono affascinanti, vero?

giovedì 24 ottobre 2019

Zaineb Tehrani - la Sceriffa Velata


Finalmente, dopo un lungo travaglio, è uscita la mia raccolta di racconti Weird Western intitolata Zaineb Tehrani.

Il primo racconto, La Vendetta dello Stregone, uscì come ebook singolo nel 2017 prima per le Edizioni Imperium di Diego Bortolozzo e poi per la Collana Imperium Horror della Delos.

Grazie all'interesse e allo stimolo di Alessandro Iascy e Ivan Alemanno, nell'anno successivo ho scritto altre nove storie aventi per protagonista la stessa Sceriffa Velata. Tutte le storie sono ora state raccolte nel volume omonimo uscito per la Watson.

Zaineb Tehrani è nata nella Persia del 1800 ed è cresciuta nel rispetto dell’Islam. Da giovane dimostra un’insaziabile curiosità e suo padre, un ricco commerciante, le insegna a leggere. Zaineb impara anche l’inglese e grazie ai contatti di suo padre s’innamora e divora le dime novels con protagonisti cowboy e fuorilegge degli Stati Uniti d’America. Ma, nella chiusa e tradizionalista Persia, una ragazza non ha speranza di trovare le stessa libertà delle praterie americane. Per tenerla lontano dai fanatici religiosi, suo padre la porta con sé in un viaggio d’affari in America. Si realizza così il sogno della giovane: visitare il Far West. Divenuta sceriffa di Doomtown per un suo capriccio, scopre di credere veramente nei valori dell’Ordine e della Legge. Ma nella violenta Frontiera popolata da mostri e stregoni, quale giustizia può prevalere? La Sceriffa Velata deve decidere tra la Legge degli Uomini, quella di Allah e la sua coscienza.

Ho presentato il volume allo Stranimondi qualche settimana fa. Ero emozionato e confesso che non mi ricordo niente di quello che ho detto. Il discorso di presentazione, almeno nei piani originali, avrebbe dovuto essere qualcosa così.

Sono nato e vivo tutt’ora in una città di confine dove, essendo io stesso figlio di esuli, ho sempre trovato un po’ difficile sentirmi a casa. Per questo mi sono sempre piaciuti gli outsider, i personaggi fuori posto, quelli che devono lottare per trovare il loro posto nel mondo.

Ed è proprio nel Nuovo Mondo che Zaineb Tehrani, la protagonista di questa antologia, deve trovare il suo posto. Fuggita dalla rigida ortodossia religiosa persiana, Zaineb veste i panni di una sceriffa nel Far West americano di metà ottocento. All’inizio per gioco, ispirata dai racconti dime novels che leggeva di nascosto da bambina. Ma quando scopre che mali oscuri si diffondono nella Frontiera Americana, decide di iniziare la sua jihad personale contro i demoni.

Zaineb Tehrani è un personaggio completamente fuori contesto, che si trova spesso indeciso tra la Legge degli Uomini, quella di Allah e la sua coscienza. È una figura ispirata alle molte donne che ho conosciuto nei miei viaggi in Medio Oriente (e che almeno una delle quali ho sposato), persone che mi hanno sorpreso per il modo disinvolto con il quale si muovono tra mondi diversi.

Nei dieci racconti di questa antologia la nostra sceriffa dovrà difendere Doomtown dalla maledizione di uno stregone navajo e affrontare orribili mostri nati dalla magia nera dei nativi e dall'ingordigia degli uomini bianchi. Rivivremo con lei la sua infanzia in Persia e i suoi primi scontri con i demoni delle sterminate praterie nel Nuovo Mondo. Zaineb scoprirà l'esistenza di una confraternita di Maghi, l'Ordine di Salomone, dei quali dovrà sventare i complotti.
Infine la Sceriffa Velata dovrà affrontare lo jinn che la perseguita dalla sua infanzia.

La copertina è della bravissima Pamela Łuniewska.

La recensione di Infiniti Mondi: LINK

Link vari per l’acquisto: sito dell’editore, Amazon, IBS

giovedì 1 agosto 2019

Scritture Aliene: Alien Platinum


Un manager represso e stressatissimo si ritroverà grazie a nuove droghe sintetiche? Il nostro domani sarà governato e scandito da un misterioso elaboratore alieno? Come mai l’antica discarica di Malagrotta vomita corpi di gente scomparsa da decenni? Un folle biologo riuscirà a riprodurre la Creazione in vitro? Un mostruoso lucertolone alieno può aprire varchi spazio-temporali? Pacifici scienziati insettoidi entrano in contatto con la terra. Chi risponde dall’altra parte del cosmo? Alla catastrofe nucleare sopravvivranno solo sparuti miliziani cannibali? I nostri posteri riusciranno a resuscitare l’ormai disabitata Terra? La sterilità dilagante ci costringerà ad adottare androidi senzienti? Il surriscaldamento globale ci riporterà in pieno medio evo? Chi è l’uomo misterioso che tormenta l’infelice Adam Ewers? L’umanità può resistere a un’invasione di rettiliani telepatici?

Contiene il mio racconto Oracolocrazia: Gli algoritmi decidono quale telefilm devi guardare, quale partner avere, quali prodotti comprare... cosa succede quando decidono loro chi deve vivere e chi deve morire?

venerdì 19 luglio 2019

Letture estive

Mi permetto di consigliarvi una paio di ebook da leggere questa estate, durante le vostre vacanze, siano esse al mare, in montagna o nei gelidi spazi interstellari.


Azaroth-Al-Abel, un necromante nei deserti di Thanatolia. Per lui i vivi e i morti sono pedine e il continente della putrefazione una scacchiera perfetta per portare avanti i suoi piani, in attesa del risveglio della Dormiente. Quando ecco apparire in gioco il tombarolo più furbo della regione, due possenti guerrieri d’oltremare e una sorta di mago più avvezzo a legno e ferro che non ad arcani e pozioni. Per loro, il necromante avrà un piano che si svilupperà lentamente, negli anni, segnando per sempre il mondo con un nuovo male.

Fabio è uno degli scrittori thanatolici della prima ora, con il quale abbiamo dato vita alla prima antologia Crypt Marauders Chronicles, basato sul setting creato da me e Alessandro Forlani. Con questo volume ritorna sul luogo del delitto con il suo necromante Azaroth-Al-Abel.


Andare in “insogno” è partire per un viaggio raccontato dalle sette storie di Simonetta Olivo che prendono la forma di un fix-up onirico. Storie collegate come solo i sogni sanno esserlo. Richiamandosi l’una con l’altra, costruiscono un universo immaginario nel quale la realtà dei personaggi coinvolti si manifesta come un brusco risveglio.
Gli occhi si aprono su mondi segnati, vite quasi spente, su androidi più umani degli uomini stessi, e il sogno diventa l’unica via di fuga che però può trasformarsi in un lucido ed eterno incubo.

Simo è una collega del CIF, il Collettivo Italiano di Fantascienza, fondato qualche anno fa con lo scopo di proporre un nuovo modo - collettivo e cooperativo - di scrivere e vivere la fantascienza.
Penso che il modo migliore per introdurvi questa antologia personale sia un citazione (spero) famosa: «Hai mai fatto un sogno tanto realistico da sembrarti vero? E se da un sogno così non ti dovessi più svegliare? Come potresti distinguere il mondo dei sogni da quello della realtà?» (Morpheus)



Siamo alla fine del 21° secolo. Il mondo intero è uscito sconvolto da decenni di conflitti innescati dalle conseguenze del riscaldamento globale.
La razza umana è sopravvissuta, anche se ha dovuto rivoluzionare le proprie abitudini di vita. La popolazione superstite si è rifugiata nelle ristrette fasce climatiche considerate ancora vivibili. Per proteggersi dalle radiazioni e dalle piogge acide, le persone girano per le strade coperte da speciali indumenti.
Anche i poteri finanziari si sono dovuti adattare al nuovo contesto. Dopo aver ridotto tutto a merce, in un mondo non più capace di produrre e consumare, i loro occhi si sono posati, dove mai nessuno avrebbe immaginato.
Sotto il cielo velenoso di Asmara, nasce l’amore tra Akis e Neima. Insieme cercheranno di contrastare l’Ánemos e il nuovo mercato azionario che l’azienda ha ideato. Presto i due ragazzi si renderanno conto che è molto difficile essere felici nel presente, quando il futuro è compromesso. In un mondo completamente sbagliato, anche amare può essere pericoloso.

Dario è un altro collega del CIF, e non posso fare a meno di consigliarvi questa storia clifi (climatic fiction) di tremenda attualità.


lunedì 10 giugno 2019

Un paio di titoli fantasy


Vi segnalo l'uscita di questi due volumi, i testi sono da parte della Casa Editrice:


L’Era del Serpente è il grande affresco del primordiale dominio dei rettili.

Ambientata in un’epoca remotissima, eoni prima della storia conosciuta, la vicenda si svolge su una Terra che solo da poco ha conosciuto il primo vagito dell’essere umano, e sulla cui superficie domina da sempre la stirpe del Serpente, un’evoluta razza di umanoidi rettili generata in giorni senza nome dal dio Set.

Il racconto si apre con uno sguardo al magniloquente tramonto della civiltà dei Serpenti.

Dopo un apogeo durato millenni, in cui i rettili hanno raggiunto vette meravigliose di sapere arcano e tecnologico, il loro impero si avvia ad una decadenza ormai sempre più rapida, che nulla sembra in grado di fermare.

Assillati dal propagarsi di una degenerazione che ne indebolisce tanto il sangue quanto le menti, i Serpenti sono altresì assediati dal diffondersi sconcertante di esseri a loro sconosciuti, che ne insidiano il regno altrimenti incontrastato: gli uomini.

Altezzosa e sofisticata, irrigidita in rituali e convenzioni che non intende mutare, la pur superiore genia dei rettili non riesce a capacitarsi della comparsa, avvenuta in uno sconosciuto e per essa inospitale deserto polare, della stirpe umana, che agli occhi vitrei dei figli di Set appare tanto barbara quanto disgustosa.

Ciò nonostante, come colpiti da una maledizione, neanche i rutilanti eserciti di guerrieri Nath, l’elite militare del popolo rettile, riescono a fermare l’avanzata delle tribù che calano dal Nord, sciamando sulle rovine di città un tempo gloriose. La fine dei Serpenti pare inevitabile.

Eppure, è proprio al culmine di questo scontro epocale che sale al trono della ciclopica capitale dei rettili, Xyl, il potente sacerdote Salith, ultimo fra i depositari dell’antica scienza e fanatico adoratore di Set. 

Deciso a invertire le sorti del conflitto e salvare i Serpenti dall’annientamento, egli attingerà ai più abominevoli segreti della magia nera, fino a richiamare sulla Terra orrori risalenti alla fondazione del mondo, il tutto mentre attorno a lui, come in una esotica e macabra danza di sortilegi e intrighi, si dipaneranno le storie – contigue e non - del fedele discepolo Kla-lhat, dell’indolente imperatore Ktlàn, e delle figure sanguinarie e brutali dei generali umani, capitanati dall’ambiguo Tholius.

E prima che l’ultima battaglia sia combattuta, anche il mondo stesso attraverserà il suo sconvolgimento finale.



Byzantium è un compendio di racconti in sei parti, scritto da Lorenzo Camerini e Andrea Gualchierotti.

L’opera, a cavallo tra novella storica di cappa e spada e avventura Sword&Sorcery, rivisita in chiave fantastica gli scenari dell’impero bizantino, a partire dai fasti di Costantinopoli fino alle metropoli del vicino Oriente, e unisce ad essi l’accuratezza della ricostruzione storica assieme al gusto per l’esotismo.

I primi tre racconti (I Sette Dormienti – Il trionfo del Magister Militum – Le folgori della vendetta) costituiscono un trittico ambientato nel VI secolo, durante il regno di Giustiniano.

Protagonista di queste avventure è Costante, una guardia imperiale (excubitor) caduta in disgrazia a causa di un intrigo architettato da astuti rivali; ramingo per le varie province dell’impero, ha come unici compagni il desiderio di vendetta e il silenzioso unno Taluk, che lo segue nella via dell’esilio. Lungo la via del suo sanguinoso riscatto, Costante incapperà più volte nel meraviglioso e nel terribile: affronterà una stirpe mostruosa che dorme sotto le dolci colline di Efeso, scoprirà i segreti della Menorah ebraica, e assisterà al ritorno dal passato di divinità dimenticate. E la sua vicenda, che si conclude alle soglie della guerra greco-gotica che investirà l’Italia di lì a poco, rimane aperta, quasi a prefigurare un ritorno del personaggio.

I due racconti successivi (La dèa di carne – I leopardi del deserto) cambiano radicalmente scenario, e hanno per sfondo l’epoca gloriosa di Basilio II, intorno all’anno 1000, in cui dopo secoli di difficoltà l’impero ha messo argine alle invasioni, e recuperato parte delle province orientali, tra cui la Siria. Proprio qui, in una Damasco cosmopolita e caotica, si aggira la coppia di gemelli Gordias e Cosma, ladri persiani avvezzi all’avventura e al raggiro.

Ricercati a causa dell’ennesimo reato, i due fratelli sono costretti a dividersi: un errore fatale, che finisce per invischiare i due nella trama di misteriosi omicidi rituali che insanguina Damasco, e che ha le sue radici addirittura nell’avvento in Siria della sanguinaria dèa Khalì. Solo uno dei due fratelli – Gordias – sopravviverà all’incontro terribile con la divinità indù, senza sapere di stare così compiendo il primo passo sulla via che nel racconto seguente (I leopardi del deserto) lo vedrà combattere per le strade di Antiochia e sui monti sperduti dell’Armenia per il titolo di Maestro degli Assassini.

Il finale dell’opera (Il Palladio di Costantinopoli) è dedicato alla caduta della gloriosa capitale bizantina.

Nel maggio del 1453 le armate turche, spropositatamente grandi, sono sul punto di prendere la città, difesa ormai da milizie sempre più evanescenti e solo pochi sognano ancora una improbabile vittoria. Fra questi, il nobile veneziano Gualtiero Camerari, che riceve dallo stesso imperatore Costantino XI Paleologo il compito di recuperare l’unico oggetto che incarna l’ultima speranza di Bisanzio: il Palladio, la mitica statua di Atena. Sepolta ai tempi della fondazione di Costantinopoli proprio al centro dell’antico foro cittadino, la reliquia pagana ha garantito per secoli la salvezza della città, proprio come aveva fatto per Roma prima della sua caduta. Così, mentre tutto intorno la guerra divampa e i nemici sono prossimi a penetrare le difese bizantine, Gualtiero viene impegnato in una corsa folle per raggiungere il nascondiglio dove giace la statua della dèa, ed evitare l’incombente rovina. Ma un traditore è nascosto fra gli ultimi servi dell’imperatore, e come la storia insegna, il valore di Gualtiero non sarà sufficiente a salvare Costantinopoli dai Turchi; cosciente di non poter piegare il destino, il veneziano si unirà così all’imperatore in un ultimo combattimento che li consegnerà alla leggenda.

Il volume presenta anche i saggi di Adriano Monti Buzzetti e Francesco La Manno.





lunedì 8 aprile 2019

Collettivo Italiano di Fantascienza

Settembre, 2017
Sono a casa che preparo i bagagli per il mio prossimo viaggio. Come al solito mi hanno dato zero preavviso: afferro abiti più o meno a caso e li getto nella valigia.
Sento un sibilo provenire dalla porta: c’è un getto di gas che entra dalla serratura.
La vista si fa sfocata, mi aggrappo sullo stipite della porta, le forze mi vengono meno: svengo.

Rinvengo come da un lungo sonno in un’anonima stanza da letto. Telefono e televisore anni ’60, alle finestre tendine con disegni psichedelici.
Mi precipito fuori dalla porta. Mi trovo in una specie di villaggio turistico, con edifici in stile barocco, rinascimentale e neoclassico spesso mescolati tra di loro sulla stessa facciata, fregandosene di qualsiasi verosimiglianza storica o artistica.
Puzza di finto lontano un chilometro – peccato che io ci sia dentro.
I caffè hanno le serrande abbassate, gli ombrelloni sono chiusi, le vie deserte: realizzo con orrore che sono solo.
C’è un edificio a cupola sulla cima di una collina: sembra un luogo importante. Le porte sono aperte, l’interno sembra la stazione di controllo di una centrale nucleare.
E forse lo è.
Corro fuori, raggiungo la spiaggia. Mi allontano dal Villaggio. Sento l’acqua ribollire, ne esce una grossa sfera bianca che mi insegue.
Mi raggiunge, mi schiaccia al suolo, mi soffoca.
Sapete cosa? È il momento giusto per svenire di nuovo.

Rinvengo per la seconda volta nel corso della giornata – questa volta saldamente legato a una sedia da dentista.
Non mi ricordo di aver preso appuntamento.
Non sono solo. La donna alla mia sinistra indossa una divisa da ufficiale dell’esercito jugoslavo, quella alla mia destra un mantello rosso e una cuffia bianca.
Si presentano come Simonetta e Linda.
“Premetto subito che vedo solo quattro luci”
Le due donne si scambiano un’occhiata, perplesse.
“Stiamo mettendo su una squadra” dice Simonetta.
“Il cosplay non mi interessa” rispondo.
Scuotono la testa, deluse.
“Dicono che sei arrivato finalista alla prima edizione del Premio Urania Short” dice Linda.
“Dicono tante cose di me. Alcune sono anche false”
“Abbiamo riunito tutti i finalisti per mettere su una squadra di scrittori. Vuoi unirti a noi?”
“Ci sono i biscotti?”

Oggi
E così mi sono trovato arruolato nel CIF, il Collettivo Italiano di Fantascienza. Ma sono convinto che se chiedete agli altri membri come è andato l’arruolamento, vi racconteranno una storia diversa.
A volte la memoria gioca brutti scherzi.

Se volete saperne di più, vi invito a leggere l’intervista a testate multiple pubblicata sul blog Kipple.

Fatto? Ora vi starete chiedendo cosa abbiamo prodotto, oltre a un sacco di chiacchiere. Il risultato di un anno di sudato lavoro è disponibile in questa antologia:


Atterraggio in Italia. Perché qualcuno ha detto che gli alieni non potrebbero mai atterrare in Italia, e noi siamo convinti del contrario.

Noi del CIF siamo atterrati, siamo qui in mezzo a voi. Dovreste sentire la nostra presenza... nelle finali dei concorsi di genere fantastico, nelle migliori antologie, quando andate al lavoro, quando andate in chiesa, quando pagate le tasse…

giovedì 9 agosto 2018

Thanatolia: due recensioni


Sono uscite le prime eutanasiastiche recensioni dell'antologia Thanatolia.

Su Heroic Fantasy Italia, Giorgio Smojver ci da il...
Benvenuti su Thanatolia, il Continente dei Morti! Con questo primo volume delle Crypt Marauders Chronicles ritorna la straordinaria tradizione dello Sword & Sorcery italiano, grazie a un manipolo di autori d’eccezione e al cupo universo condiviso che hanno saputo creare.
(vai sul sito per continuare a leggere la recensione)

Su Cronache Bizantine, Zeno Saracino ci ricorda che
Un cimitero presenta, nella sua stratificazione, nella sua diversità, nei suoi differenti quartieri e abitanti, visitatori e guardiani, la cultura della sua città, villaggio o nazione che dir si voglia.
La storia di quel luogo, quel centro urbano, viene espressa dal suo cimitero.
I cimiteri ricordano in tal senso le carote di ghiaccio estratte in Antartide, nella misura in cui rappresentano uno spaccato della storia di quella comunità, dagli albori al presente.
Senza nemmeno addentrarsi nell'aspetto artistico e/o architettonico, i cimiteri costituiscono una testimonianza storica fondamentale per una comunità, che sia una capitale o un paesino campagnolo.
(vai sul sito per continuare a leggere la recensione)

venerdì 6 aprile 2018

Ascensione Negata


Questo trovare in edicola il numero 1653 della collana Urania, con il romanzo Cosmocopia di Paul Di Filippo 
Prima che venisse colpito da un ictus e che la vecchiaia lo aggredisse senza dargli scampo, Frank Lazorg era il re degli illustratori fantastici, con un ego a dir poco smisurato. Ma ormai non può più dipingere. Almeno fino a quando non inizia a prendere una nuova, bizzarra droga che sembra in grado di ridare sostanza alle sue capacità creative, ma che lo porta a una dipendenza assoluta e alla follia. Infuriato, e con la capacità di comprendere la realtà gravemente compromessa, Lazorg arriva a commettere un atto irreparabile, e a sua volta viene trascinato… da qualche altra parte. Nudo e indifeso, il grande artista si aggira in uno scenario bizzarro ed estraneo, pieno di cose mostruose che sembrano deridere, eppure in qualche modo anche stranamente rispecchiare, la precedente realtà del suo mondo. Ecco allora comparire Grucciasentina, una creatura straordinaria, che potrebbe forse aiutare Lazorg a salvarsi mentre precipita attraverso la Cosmocopia, avvicinandosi sempre più al misterioso Conceptus…
Ma vi segnalo l’uscita soprattutto perché contiene mio il racconto Ascensione Negata, che si è classificato secondo al Premio Urania Short 2017.

Il protagonista del racconto è un investigatore privato robot che viene incaricato da una donna-mammut di trovare un’istanza di un’antica divinità postumana che regnava nel sistema solare dove la storia è ambientata. Gli ingredienti della storia sono battaglie contro pirati spaziali, transumanesimo e cyberpunk. 

Vi racconto anche un piccolo aneddoto sulla realizzazione delle storia. Mi sono inventato un sistema solare dove ambientare la storia, un sistema formato da due stelle, ciascuna con i suoi pianeti e con un gigante gassoso che orbita attorno a entrambe le stelle. Non era del tutto rilevante ai fini della storia, ma mi è venuto il dubbio che un simile sistema solare fosse fisicamente impossibile. Ho quindi scovato su internet Paul Wiegert, astronomo dell’UWO (University of Western Ontario) e scopritore di numerosi “pianeti minori” e autore del trattato “Long-Term Stability of Planets in Binary Systems”, con il quale mi sono messo in contatto per una consulenza. Wiegert è stato molto gentile a rispondermi, dandomi alcune indicazioni sulle dimensioni relative dei vari corpi celesti necessarie per avere delle orbite stabili. 


Ovviamente, nulla di tutto questo è finito nel racconto (cito il nome delle stelle e di qualche pianeta, ma niente di più) ma mi ha fatto piacere scoprire che ho inventato qualcosa che la natura potrebbe aver creato da qualche parte nella galassia.

Il volume contiene anche il racconto Ripristino di Silvio Sosio. 

Potete acquistare il volume anche su Amazon.

giovedì 18 gennaio 2018

Crypt Marauders Chronicles: l'antologia


Riporto dal sito Heroic Fantasy Italia:
Le avventure delle Crypt Marauders Chronicles si svolgono in Thanatolia, un continente utilizzato da sempre come cimitero. Vi si trovano sepolcri, cripte, sarcofagi, tombe, catacombe, mausolei, cenotafi, ossari ricchi di tesori e pericoli, che si estendono per chilometri. Sorgono al centro di un deserto fatto di cenere, le ceneri dei morti cremati da millenni…
I vivi abitano solo in due città, presenti ai capi opposti della Thanatolia, da dove partono gli avventurieri alla ricerca dei tesori. C’è un ricco mercato per i reperti, che vengono esportati in tutto il mondo, e per le mappe delle tombe e dei tesori. Nessuno sa perché le civiltà passate abbiano deciso di erigere lì le loro tombe. L’usanza è presente solo in parte nell’epoca attuale, ed è una tradizione che risale all’Antico Impero, che aveva dominato il mondo ed è crollato millenni prima.
Quelle di Thanatolia e delle Crypt Marauders Chronicles sono avventure in stile Sword&Sorcery, ma con una netta componente orrifica e raccapricciante, in cui la morte, i cadaveri, le aberrazioni e il cannibalismo la fanno da padroni.
Ideatori e organizzatori di questa iniziativa sono infatti Alessandro Forlani, scrittore raffinatissimo e blogger de Il Grande Avvilente, e Lorenzo Davia, anche lui blogger e scrittore.
Il progetto Crypt Marauders Chronicles si concretizzerà presto con una prima antologia di racconti ambientati in Thanatolia. Questa sarà pubblicata da Watson Edizioni e curata da Alessandro Iascy con il supporto dell’editor Annarita Guarnieri.
L’antologia vedrà la partecipazione di diversi bravi autori del fantastico italiano: oltre ai due ideatori del progetto Alessandro Forlani e Lorenzo Davia ci saranno anche i racconti di Alberto Henriet, Mauro Longo, Luca Mazza, Fabio Andruccioli, Laura Silvestri e Domenico Mortellaro illustrati dal bravo Alex Reale.
E se tutto questo parlar di necropoli e avventurieri vi piace, restate da queste parti e magari mettetevi a scrivere anche voi. Il progetto Crypt Marauders Chronicles è, infatti, anche e soprattutto, un progetto “aperto” a chiunque volesse partecipare, con queste regole d’ingaggio: se vi stuzzica il background, e volete inoltrarvi a scrivere nella necropoli di Thanatolia, equipaggiatevi di grimorio e spada e sarete i benvenuti!
Potete inviare i vostri racconti alla mail heroicfantasy@outlook.it i migliori saranno pubblicati qui sul blog di Heroic Fantasy Italia (che ospiterà un intera sezione dedicata a Thanatolia e le sue storie) e i loro autori potranno essere assoldati per partecipare a futuri progetti editoriali da noi patrocinati.
*Per il presente articolo si ringrazia per la collaborazione Mauro Longo
Illustrazione di Alex Reale

venerdì 20 ottobre 2017

Quello che succede mentre sei impegnato a fare altro

Uno non può andarsene via per un paio di settimane che succede di tutto.

Ero in navigazione nell’Oceano Pacifico, tra la California e il Messico, a fare rilievi ambientali a bordo di una nave. Il mio solito hobby.


E cosa succede di bello durante la mia assenza?

Esce Blade Runner 2049, e tutta internet sembra impegnata a recensirlo. Io lo devo ancora vedere: le recensioni che ho sbirciato sono positive, il film sembra essere interessante e sono cautamente ottimista. Anche se mi sono perso l’uscita di questo atteso sequel (ma conto di recuperare nel fine settimana), mi sono rifatto durante il lungo viaggio di ritorno in aereo, grazie all’in-flight entertainment della Lufthansa. Mi sono guardato Abu Shanab, uno spassoso film comico egiziano (che merita il primo posto per la simpatia della protagonista), 大闹天竺(Buddies in India), film cinese ambientato in India e Shock Wave, film action di Hong-Kong: tutta roba che penso non vedremo mai nei cinema Italiani. E che forse è introvabile anche su emule.


                 

Poi è stato annunciato Arabrab di Anubi, di Alessandro Forlani. Ho avuto l’occasione di leggere alcuni dei racconti in anteprima e penso che un appassionato di Sword&Sorcery non può perdersi questa raccolta.
Arabrab è un'assassina devota al Dio dei Morti: sottratta da adolescente a una vita da principessa, gli intrighi e le ipocrisie della corte dei Faraoni, è iniziata alle arti nere da un sacerdote dello Sciacallo. Combatte culti, poteri oscuri, mostri, demoni e nemici dell'Egitto in avventure attraverso il Mediterraneo nella cupa e feroce Età del Bronzo. Dalle Piramidi alla Sardegna a Cnosso, il Lazio pre-romano, le tombe degli Etruschi, le isole del Mar Egeo e le foreste dell'estremo Nord, Arabrab si scontrerà con guerrieri e negromanti, automi, concubine, non-morti ed entità soprannaturali: in un viaggio anche interiore e doloroso nella propria condizione di non più del tutto umana... Un romanzo di sangue e spade, meraviglie e oscurità!
Il buon Zeno Saracini del forum Cronache Bizantine si è laureato: magari la cosa potrebbe non interessarvi, ma almeno adesso avrà (spero) più tempo da dedicare al suo interessante blog. Prima di sparire per motivi universitari è riuscito a tirare fuori ben tre post di notevole spessore uno dietro l’altro: so quanto sia difficile scrivere dei post interessanti e intelligenti (io non ci sono ancora riuscito) ma spero che ritorni a farlo con regolarità. Nel frattempo, complimenti per il risultato!

Mi sono perso lo Stranimondi 2017. Vi avevo partecipato nel 2016 e mi dispiace non esserci andato quest’anno – c’erano diversi interventi che mi interessavano e mi avrebbe fatto piacere incontrare molti dei miei contatti e amici su internet. Inoltre è stato annunciato il racconto vincitore del primo Premio Urania Short: Saltare Avanti di Linda De Santi, alla quale vanno i miei complimenti.

(cliccate per ingrandire)

Ebbene sì, il mio Ascensione Negata si è piazzato al secondo posto.


Scherzi a parte, sono molto felice per il risultato.

lunedì 14 agosto 2017

Scimitar&Jinn: Il destino della sposa


I
La vedetta, distesa tra le rocce più sopra, fece con la mano cenno di salire.
Butros la Guida guardò Usama: la precedenza andava sempre al capo. Ma il bandito gli indicò con un cenno della testa la parete rocciosa alla base della quale si erano fermati.
Butros si arrampicò sulla dura e polverosa pietra rossastra. Raggiunse la vedetta, si accucciò e si voltò per aiutare Usama.
Il capo dei banditi sdegnò la mano che gli veniva offerta, si issò sulla piattaforma di roccia e insieme strisciarono fino al bordo.
Sotto di loro un salto di un centinaio di qasab terminava in altre pietre e sabbia.
Poco lontano, una carovana attraversava la gola.
Portando la mano per proteggersi gli occhi dal sole, Butros distinse una serie di guardie armate di lancia montate su cammelli, donne velate che cavalcavano asini, e un takhteravan portato da quattro cammelli. Chiudeva la carovana una fila di asini, lenti sotto il peso delle sacche e delle casse caricate, spinti a scudisciate da servi a piedi.
- È strano – feci notare. - Una carovana di sole donne?
- Una sposa, - tagliò corto Usama, - che vuole raggiungere il futuro marito alla Città Santa.
- Ma la Città Santa non è da quella parte.
- E allora dove stanno andando?
- Non lo so, quella pista conduce al deserto. Al nulla.
Usama fece spallucce.
- Che importa! Hai visto quegli asini o sei cieco? Sono pieni di merce. Di sicuro c’è una dote. Per non dire delle donne del seguito.
La sua bocca si aprì in un sorriso cattivo e lussurioso prima di aggiungere: - E la sposa deve essere molto bella. Vorrò fare la sua conoscenza.
- Hanno anche una scorta.
Il capo dei banditi mi guardò sprezzante: - Non saranno un problema. Di sicuro dei sfigati assoldati in qualche villaggio durante il pellegrinaggio. Dimmi, guida, dov’è il posto migliore per tendere loro un agguato?
Butros al-Murshid conosceva quei deserti roccia per roccia, duna per duna, e metteva questa sua conoscenza al servizio dei briganti. Era l’unico motivo per il quale non lo avevano già ucciso.
E dopotutto, che male c’era a derubare ricchi ipocriti durante il loro pellegrinaggio?
- Questa sera, poco prima del tramonto, saranno in un tratto della gola dove le pareti sono più basse e frastagliate.
- Nascondigli?
- Quanti ne vuoi, e nemmeno si accorgeranno dei tuoi uomini fino a quando sarai loro addosso.
- Scendo ad avvisare i miei.
Usuma si allontanò strisciando. Butros rimase a guardare la carovana.

(...)