venerdì 17 giugno 2022

Orlanda Furiosa: appunti visivi (2)




 

Reverse Colonization

"Reverse Colonization" di David M. Higgins studia il concetto di invasione e colonizzazione comparando le visioni della fantascienza degli anni '60 e '70 con certi discorsi politici ancora presenti al giorno d’oggi.

La narrativa della Colonizzazione Inversa avviene quando una cultura coloniale e imperialista immagina com'è il venire colonizzati e sottoposti a un impero straniero. Che solo apparentemente dovrebbe essere spunto per riflettere sul proprio potere coloniale e provare compassione verso le popolazioni schiavizzate. Al contrario, come Higgins dimostra, simili narrative rafforzano l’idea che il potere coloniale sia sotto assedio e oppresso favorendo modi di pensiero reazionari.

Il libro di Higgins è un tassello che si aggiunge a quelli di John Rieder, Istvan Csicsery-Ronay e Patricia Kerslake sui rapporti tra Fantascienza e pensiero coloniale.

giovedì 16 giugno 2022

La Quinta Testa di Cerbero

Leggere qualcosa scritto da Gene Wolfe è come entrare in un labirinto poco illuminato. La quantità di impegno che chiede al lettore per capire cosa sta succedendo nella storia è strabiliante, ma d’altra parte onesta, visto che fornisce tutti i dettagli e gli indizi per decifrare gli enigmi posti.

La Quinta Testa di Cerbero non è da meno. È un trittico di storie ambientate sui pianeti gemelli Sainte Anne e Sainte Croix, colonizzati dai terrestri e dove girano storie su una precedente specie indigena di mutaforma.

Il primo racconto, omonimo della raccolta, narra l’infanzia di Numero Cinque, un clone cresciuto in un bordello che finisce per uccidere il suo padre/creatore.

Nel secondo, "“Una storia” di John V. Marsch", c’è la narrazione mitologica e onirica delle avventure di un aborigeno di Sainte Anne, avvenute prima dell’arrivo dei coloni.

L’ultimo, V.R.T., sono frammenti di diario, documenti processuali e interviste che ruotano attorno al dottor Marsch, antropologo alla ricerca di questi leggendari aborigeni nelle zone inesplorate di Sainte Anne, e già personaggio nel primo racconto nonché autore del secondo (o forse no? Non è che è stato sostituito da un aborigeno?).

I misteri non mancano. Alcuni sono posti dal testo stesso: sono mai esistiti gli aborigeni? È possibile che abbiano sostituito i coloni e di fatto tutti gli umani sui due pianeti siano in realtà alieni sotto mentite spoglie? Quanti cloni ci sono in tutto?

Altre domande sono state sollevate dai lettori e studiosi di Wolfe (c'è anche una wikipedia dedicata solo a questo romanzo). Per esempio: qual è il vero nome di Numero Cinque? Se leggete attentamente il testo lo potete scoprire (piccolo hint: trattandosi di canidi e di cloni... ma vi ho già detto troppo).



mercoledì 1 giugno 2022

Doppietta al Premio Robot

"Della mia eredità un'abominazione" è arrivato finalista al Premio Robot. Il racconto di fantascienza solarpunk è il risultato del corso di scrittura racconti di Alessandro Forlani, che ringrazio assieme al collega di studi Matteo Borile.

"Il Demone della Mecca" è invece un racconto horror (genere che frequento poco) ispirato ai miei pellegrinaggi nella Penisola Arabica e risulta tra i segnalati.



Da notare la forte presenza del Collettivo Italiano Fantascienza - CIF, questa realtà del panorama scifi italiano di cui faccio parte e che si fa sempre più notare: Emiliano Maramonte, Roberto Furlani, Simonetta Olivo e Fabio Aloisio.


lunedì 21 marzo 2022

Uscite di Marzo: Educazione Thanatolica

Finalmente sono ritornato in Thanatolia, l’ambientazione open source creata da me e Alessandro Forlani. Educazione Thanatolica è un romanzo breve pubblicato da Delos Digital, nella collana Heroic Fantasy Italia a cura di Giorgio Smojver e Ambra Stancampiano, con copertina e illustrazioni interne di Martina Biondini.

Educazione: avere ideali e una solida preparazione. Ma se fosse falsa? Se chi credi amica ti volesse morta? Tra necromanti, becchininja e le Sette Sette Segrete, le avventure travolgenti ed esilaranti di Suor Cimiteresa e della non-viva Cadaverica.

Dopo anni di catechismo e addestramento al combattimento, la giovane Suor Cimiteresa viene mandata tra i cimiteri di Thanatolia per compiere la più sacra missione del suo Ordine: uccidere l'immorale e morta-vivente Cadaverica. Ma dopo aver raggiunto la sua preda, Cimiteresa scopre che entrambe sono solo pedine in un piano diabolico messo in atto dalle Sette Sette Segrete con Scopi Sacrileghi. Dal Teatro dell'Opera di Tijaratur alle rovine di Urnekloster, Cimiteresa e Cadaverica devono imparare a combattere assieme e fidarsi l'una dell'altra per evitare che il mondo divenga preda della Necromadre.

Ecco un breve brano dove le due protagoniste visitano i magazzini del Teatro dell’Opera di Tijaratur:

Cimiteresa si fermò a contemplare quelle imitazioni della vera Thanatolia. Finzioni messe su per ingannare lo spettatore. Come lei era stata ingannata dagli insegnamenti della Madre Superiora. Le avevano messo davanti un libro sacro, riti e litanie, e l’avevano convinta a combattere per il Bene. E lei aveva fatto la sua parte.
- La vita è tutta una recita.
- Ma non dire cazzate! Non c’è sceneggiatura, non c’è regista, il sangue è vero e le spade tagliano; soprattutto non si capisce se è un dramma o una commedia. Bimba, la vita non è una recita.

Koala Assassini!
Furiosi Matricidi!
Orrori Descrivibilissimi!
Panetteria Cimiteriale!

Educazione Thanatolica: che ci tengo a precisare è ispirata all'Educazione Sentimentale di Flaubert e non a quella Siberiana di Lilin.


Il dogmatismo, l'indottrinamento dei giovani, la manipolazione e la creazione artificiosa di figure di nemici da distruggere. L'avventurosa educazione sentimentale della giovane suor Cimiteresa è il mettere in discussione ogni verità che le è stata inculcata.

lunedì 14 marzo 2022

The Galaxy and the Ground Within di Becky Chambers

The Galaxy and the Ground Within è l’ultimo della fortunata serie Wayfarer, ma il primo in assoluto che ho letto di Becky Chambers, autrice che ha vinto numerosi premi per i suoi romanzi: Hugo, Locus, Arthur C. Clarke e tanti altri.

Il genere è “space opera” che incontra lo “slice of life”: non ci sono battaglie epiche, catastrofi galattiche o l’universo da salvare, ma personaggi “umani” che si incontrano e cercano di andare d’accordo.

In GGW un inconveniente tecnico costringe tre alieni a restare fermi una manciata di giorni in una specie di motel interplanetario, posto su un pianeta sperduto sede di hub di tunnel spaziali.

Non ci sono esseri umani, sono tutti alieni, ognuno con le caratteristiche peculiari della propria biologia, cultura e storia personale.

Pei è una capitana d’astronave tosta e agguerrita appartenente agli alieni Aeluon, che comunica solo cambiando colore del viso.

Speaker è una disabile Akarak, popolo costretto a vagabondare tra le stelle visto che il loro pianeta madre è stato consumato da alieni sfruttatori. Si muove in un esoscheletro visto che non respira l’ossigeno ma il metano.

Roveg è un esiliato dei Quelin, specie di insetti che vivono in una dittatura.

Ouloo è la Laru (tipo lama senzienti a sei arti) che gestisce il motel spaziale e si trova a dover intrattenere e mettere a loro agio creature piuttosto diverse.

Può un romanzo dove i personaggi passano il tempo a chiacchierare essere interessante? Non so come ma sì, Chambers mi ha tenuto incollato con la descrizione di strane biologie, usanze ancora più strane, contrasti culturali e politici.

Mi è piaciuto l’atteggiamento della scrittrice: umile, accogliente, positivo.

Sicuramente una lettura rilassante in questo periodo.