mercoledì 31 gennaio 2024

La Nave dei Folli

Può l’arte ispirare l’arte?

Noi del CIF abbiamo provato a rispondere a questa domanda universale con un lavoro multimodale (e non multimediale).

Sei racconti ai limiti dei generi per rappresentare le oscure pulsioni che si agitano negli abissi dell’animo umano. E quale miglior soggetto de “La nave dei folli” di Hieronymus Bosch?

Con questo ultimo lavoro, a suo modo sperimentale, il “Collettivo Italiano Fantascienza” cambia pelle e si trasforma in “Collettivo Immaginario Fantastico”, per urlare a gran voce la mutata necessità di percorrere nuove strade espressive, ai confini del fantastico.

Nel libro, in uscita  per Delos Books, non trovate solo racconti ma anche contributi “diversi” per ampliare gli orizzonti di fruizione.

Grazie di cuore agli autori e alle autrici che hanno creduto in questo progetto: Emiliano Maramonte, Simonetta Olivo, Axa Lydia Vallotto, Lorenzo Davia, Maico Morellini, Damiano Lotto e Roberto Furlani e, naturalmente, l’editore, Silvio Sosio per averci supportato e sopportato.

Emiliano Maramonte ha avuto l’onore di coordinare e supervisionare la lavorazione.

Contiene il mio racconto "La Nave dei Morti", ambientato a Thanatolia.

Link per l'acquisto su Delos Store e Amazon.

giovedì 25 gennaio 2024

Starboard Wine

Starboard Wine è stato pubblicato nel 1983 ed è una raccolta di saggi e lettere scritte da Samuel Delany nella seconda metà degli anni ‘70 riguardanti la letteratura di fantascienza.

Il sottotitolo è More Notes on the Language of Science Fiction, rendendo questo libro una specie di sequel o aggiornamento del volume del 1977 intitolato The Jewel-Hinged Jaw: Notes on the Language of Science Fiction. Inoltre i saggi sono stati scritti nello stesso periodo in cui Delany scriveva la sua monografia sul racconto Angouleme di Thomas Disch (The American Shore). In Starboard Wine i riferimenti a questi due testi sono numerosi.

I saggi riguardano vari aspetti della fantascienza, dalla sua storia al suo futuro ai profili di alcuni autori che Delany riteneva notevoli.

Delany non crede, contrariamente a molti, che la fantascienza sia nata con Frankenstein di Mary Shelley, ma con le riviste degli anni 20 e 30 di Gernsback . Due sono le motivazioni portate a sostegno di questa sua tesi. La prima è che il romanzo non si discostava come temi e stile da altri romanzi dello stesso periodo che non sono riconosciuti come fantascienza. La seconda è che tra i vari testi del 1800 riproposti dalle medesime riviste non compare Frankenstein, mentre appaiono altri precursori quali Wells e Verne.

L’unicità della fantascienza, sostiene Delany, si è fatta notare in quegli anni. Ma in cosa consiste questa unicità? Delany confronta fantascienza e letteratura, partendo da domandi quali: La fantascienza è letteratura? Delany sostiene di no – fantascienza e letteratura si leggono in maniera diversa.

"I prefer to see the differences between science fiction, fantasy, and mundane fiction largely as the differences in the conventions, interpretations, questions, expectations, and responses the various texts encourage the reader to bring to the reading"

Delany vede la fantascienza non come un genere letterario ma come un protocollo con il quale leggere certi testi (non necessariamente testi di fantascienza, come Cheap suggerisce di fare ai suoi studenti). È una lingua particolare dove le cose hanno significati leggermente diversi da quelli che intendiamo nella letteratura quotidiana (“mundane”). Ed è proprio in queste differenze tra l’ambientazione descritta nella fantascienza e il nostro mondo reale che secondo Delany sta la forza della fantascienza. Mentre ogni frase che si può trovare in un testo di “mundane fiction” può avere ancora senso se si legge in un testo di fantascienza, non vale il contrario: questo è in indizio che non si può includere la fantascienza nella letteratura, ma che il loro rapporto è più complicato.

"The writer of mundane fiction tells a story set against a more or less vividly evoked section of the given world... and these conventions... have far more to do with other works of fiction than with anything "real". The SF writer, however, creates a world"

C’è il resoconto di un esperimento interessante, dove Delany legge parola per parola un racconto di fantascienza a una persona che non ama, capisce e apprezza il genere, per studiare momento per momento cosa passi nella testa del lettore di letteratura “seria”. È un approccio al testo lettera per lettera che non si vede spesso e dà dei risultati interessanti.

"Science fiction is not about the future; it uses the future as a narrative convention to present significant distortions of the present"

Cinque saggi sono dedicati a Robert Heinlein, Joanna Russ, Theodore Sturgeon e Thomas Disch (Disch I e Disch II), dove vengono messi in rilievo pregi e difetti di questi quattro autori. Sebbene separato dal pensiero politico, Delany apprezza Heinlein per il modo con il quale ha creato e fissato i tropi della fantascienza, dal viaggio nel tempo all’esplorazione spaziale.

Quando Delany scrisse Starboard Wine la fantascienza scritta era in pieno boom con un aumento esponenziale dei titoli pubblicati rispetto agli anni precedenti. Nei saggi troviamo un sano ottimismo sul futuro del genere, sostenuto da una solida base teorica che fa riferimento ai teorici francesi (soprattutto Derrida) e dove la fantascienza viene vista come un linguaggio e, di conseguenza, qualsiasi studio del genere diventa uno studio della sua grammatica e delle sue regole linguistiche.

È un testo di 40 anni fa e molto probabilmente molte tesi sono state superate dalla critica dei decenni successivi, ma resta un punto fondamentale per capire la storia della fantascienza e la sua evoluzione.

martedì 12 dicembre 2023

Milano di Merda

Milano di Merda di Alessandro Kresta Pedretta: vita da drogati a Milano, fine anni ’90. Qualche anno prima (andavo alle medie) abbiamo fatto una serie di incontri con varie autorità sul tema della tossicodipendenza. Avrebbero dovuto farci leggere questo libro, piuttosto - avrebbe salvato forse la vita a un paio di compagni di classe.

Quello che mi ha colpito è la quantità di tempo che questi drogati passano all’aperto. Probabilmente voi siete più smaliziati di me e non trovate la cosa strana, ma io non ci avevo mai pensato.

È una vita di strada vissuta tra gli edifici, o negli interstizi urbani dimenticati (la scala di un accesso al metro chiuso, una panchina in una parco, un tratto di terreno abbandonato). Risulta una geografia di Milano al contrario, un negativo con i vuoti riempiti di attesa (e l’autore mette subito in chiaro che il lavoro del drogato è quello di attendere) e i pieni inaccessibili, o solo sagome viste da lontano.

C’è questo aneddoto su due spiagge di un’isola delle Hawaii, una sulla quale si spiaggiano i cadaveri annegati delle persone ricche e un’altra sulla quale arrivano i corpi dei poveri. Ricchi e poveri hanno masse diverse e le maree setacciano e separano per peso i corpi.

Questo aneddoto mi è venuto in mente leggendo come Milano, setaccia e filtra le persone, e che ci sono sempre dei “punti di calma” dove il tossicodipendente ritorna, periodicamente.

La città come filtro: e l’autore ci mostra l’immagine di un asfalto (interfaccia tra il mondo di sopra e il sottosuolo, ma simbolo che rimanda ad altre interfacce sociali e culturali) che assorbe sudore, lacrime, sangue, escrementi, piscio dai suoi abitanti, dove nessun dolore va perduto e nessuna degradazione viene dimenticata.

sabato 18 novembre 2023

Flight from Nevèrÿon

Flight from Nevèrÿon è il terzo libro del ciclo Return to Nevèrÿon dello scrittore Samuel Delany.

Avevamo lasciato il libro precedente, Neveryóna, con un ribellione di schiavi capeggiata da Gorgik il Liberatore, e l'introduzione di nuove forme di schiavitù usando lo strumento della moneta (non per niente le monete vengono coniate usando il metallo dei collari degli schiavi).

Delany, nella sua introduzione alla raccolta di racconti Alyx di Joanna Russ, suggerisce che la relazione tra fantascienza e sword&sorcery rispecchia i punti chiavi dello sviluppo di un'economia capitalista.


"Sword&sorcery rappresenta quello che, quasi sicuramente, può essere immaginato della transizione tra un’economia di scambio a una basata sulla moneta. Allo stesso modo la fantascienza rappresenta quello che, quasi sicuramente, può essere immaginato come il passaggio da un'economia basata sulla moneta a una basata sul credito."

In questo contesto il ruolo di Gorgik non è del tutto chiaro: la sua campagna darà supporto al nascente sistema capitalista o lo destabilizzerà attraverso l'alleanza tra i vecchi schiavi liberati e i nuovi schiavi salariati?

Flight from Nevèrÿon ricomincia dal libro precedente, e sotto certi aspetti continua a deludere le aspettative del lettore, pur rimanendo una saga affascinante. Non è lo sword&sorcery che ci si aspetterebbe. Anche il più "eroico" personaggio, Gorgik, non passa attraverso nessuno dei tropi che ci si aspetterebbe da un eroe: non ci sono mostri (o avversari in generale), non ci sono tesori o damigelle da salvare.

Le storie presenti in Flight from Nevèrÿon non lo vedono quasi come protagonista, ma ci concentrano su personaggi secondari appena sfiorati dalla figura del grande eroe. Questo decentramento causa anche la mancanza di un vero climax e risoluzione nelle singole storie.

"The Tale of Fog and Granite" vede un giovane contrabbandiere ricercare tutte le informazioni possibili su Gorgik: egli ne è ossessionato e si deve districare in una rete di disinformazione e imbroglioni. Tanti infatti solo coloro che sostengono di essere il Liberatore, per scopo di lucro e sesso. Gorgik è una figura che eccita gli animi, per l'autore è come se fosse il culmine di una successione di personaggi maschili, criminali (o quasi), carichi di potere ed erotismo – il marinaio Urson ne I Gioielli di Aptor, Butcher in Babel-17, il capobanda in “We, in some strange power's employ move on a rigorous line", George Harrion e Tak in Dhalgren.

Alla fine il giovano contrabbandiere viene salvato da Raven (la guerriera amazzone già apparsa in precedenti storie del ciclo) e portato al cospetto di Gorgik. Ma a quel punto il ragazzo non sa più cosa è vero e cosa è falso e dubita che quello sia il suo vero beniamino.

"The Mummer's Tale" è il racconto fatto da un attore di un teatro itinerante a un intellettuale. Protagonista del racconto è un giovane contrabbandiere (forse lo stesso del racconto precedente, forse no), con il quale l'attore ha avuto una relazione per quasi venti anni. La storia del giovane parla di criminalità e pazzia, e alla fine l'attore traccia un parallelo tra la sua e quella dell'intellettuale, che ne rimane sconvolto. L'idea alla base del parallelo è che le vicende di entrambi hanno la loro base nel desiderio sessuale.

And what my whole journey had taught me was precisely what sort of monster it was: it was made, as all such monsters are, of contradiction, supposition, miscalculation, impossibility, and ignorance.

"The Tale of Plagues and carnivals" sovrappone la diffusione dell'AIDS negli anni'80 con una pandemia che colpisce Nevèrÿon. Il testo salta dal passato immaginario al presente reale dello scrittore. Un lettore di Dhalgren pensa di vedere Gorgik in un cinema di New York, e Delany stesso incontra il luogotenente del Liberatore, Noyeed, arrivato volando su un drago fino a New York.


Realtà, finzione, significanti e significati si sovrappongono e si confondono: è la confusione e il dolore che l'autore ha provano in quegli anni.

Diseases should not become social metaphors, Sontag informed us in Illness as Metaphor. (I’ve already seen her analysis of cancer-as-social-model quoted in a discussion of AIDS.) When diseases generate such metaphors, the host of misconceptions and downright superstitions that come from taking them literally (misconceptions that, indeed, often determine the metaphors themselves in a system of reciprocal stabilization) make it impossible, both psychologically and socially—both in terms of how you feel and how others, with their feelings, treat you—to “have the disease” in a “healthy” manner.

In questo racconto si seguono diversi personaggi di Nevèrÿon. Gorgik e il suo arrivo a parlamentare con l'Imperatrice rimane sullo sfondo. Si seguono le vicende di un "Master" che racconta come abbia viaggiato in lungo e in largo raccogliendo informazioni sull'inventore Belham, districandosi anche lui tra informazioni erronee e pregiudizi (sembra che fosse il collaboratore di una inventrice, Venn, ma il Master rifiuta qualsiasi notizia su questa donna).

But there was no line direct from Able-Ani to Kolhari on my map; nor were there two lines to that small, elegant city marking two separate visits, to build two separate monuments (one stone bridge, one rock temple), twenty years apart. Sitting by my camp’s burnt-out fireplace one chill morning, before anyone else was up, I’d tried to draw in these revisions along with the dozens of other geographical corrections I’d learned about, only to realize that, as I worked with my brush at my bit of pumice-rubbed goatskin, that where, before, I’d had supreme order, now I had incompleteness and imprecision superimposed on inaccuracy and error.

Vari personaggi della città (forse alcuni delle storie precedenti, forse no) si trovano a fronteggiare la pandemia, tanto da riunirsi in un culto sotterraneo dedicato una divinità della morta invocata per liberare i loro amici ammalati.

Infine ritorna l'attore del racconto precedente, che discute con il Master di una serie di dialoghi filosofici ispirati alla sua figura, rispecchiando il rapporto tra Socrate e Platone.

Questo è stato il primo testo a narrare la pandemia di AIDS. La decisione di parlare di AIDS in quello che era considerato un genere per bambini portò la catena di librerie Barnes & Noble a bannare Delany e tutti i suoi libri per almeno un paio d'anni. L'ultimo volume del ciclo di Nevèrÿon non sarebbe uscito con la stessa casa editrice dei precedenti volumi (la Bantam Books) ma con la Arbor House.

I beg my readers not to misread fiction as fact. “The Tale of Plagues and Carnivals” is, of course, a work of imagination; and to the extent it is a document, largely what it documents is misinformation, rumor and wholly untested guesses at play through a limited social section of New York City during 1982 and 1983, mostly before the April 23, 1984 announcement of the discovery of a virus (human t-cell lymphotropic virus [HTLV-3] as the overwhelmingly probable cause of AIDS.

mercoledì 11 ottobre 2023

Le Tre Leggi di Davia

Prima Legge
Una società non può recar danno a un ecosistema né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un ecosistema riceva danno.

Seconda Legge
Una società può vivere in simbiosi con un ecosistema, a patto che questa simbiosi non sia in contrasto con la Prima Legge.

Terza Legge
Una società deve proteggere la propria esistenza, purché la salvaguardia di essa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.

venerdì 6 ottobre 2023

Heavenly Breakfast: sesso, Delany e rock'n'roll



Heavenly Breakfast è un saggio di Samuel Delany con oggetto il periodo da lui passato in una comune formata dai membri dell’omonima band folk rock di cui faceva parte.

Il periodo di vita nella comune va da ottobre 1967 a marzo 1968, mentre il saggio è stato scritto nel 1979 basandosi sui ricordi e sugli appunti presi in quel periodo. Delany entra nella comune in un periodo nel quale non andava d’accordo con sua moglie, portandosi dietro solo la chitarra e un paio di mutande di ricambio. La "base" è un appartamento composto tra tre stanze nel Lower East Side di Manhattan, dove abitano sedici persone in pianta stabile e una quarantina vi gravitano attorno.

Nel libro si possono leggere i ritratti dei membri della comune, aneddoti e slice of life, e uno studio dettagliato di come funzionava la suddivisione dello spazio, la preparazione del cibo, sesso, lavoro, droghe, denaro e cura dei bambini, fino a considerazioni più ampie sulle implicazioni politiche del loro progetto e le difficoltà nel farlo funzionare. Si trattava di uno stile di vita comunitario, contemporaneamente in opposizione e in relazione con quello normativato, dove tramite esperienze più o meno stravaganti e più o meno artistiche si cercava un miglioramento di se stessi e degli altri.

“A commune?” Brother Francis asked. “Now what, exactly, is that?”
“Well,” Coca-Cola said, “it’s sort of . . . well, like a monastery. But it’s not religious. We live together, share things, take care of one another. We live—well, differently from the people around us.”

Le regole della comune erano informali e pragmatiche, e stavano alla base di un ordine sociale che si auto-aggiustava. Ma lo spirito era per la maggior parte gioioso e giocoso.

“Since there was no permanent, externally agreed-on social organizational structure, it's accurate to say that everything that happens in the commune was because of 'your' or 'my' whim. But 'you' and 'I' lived so close that the effect of 'your' whim on 'me' or 'my' whim on 'you' was immediately apparent. I do not believe in telepathy. I know your feelings through my eyes, through my ears. (...) But when you and I live so closely that touch and smell are suddenly half of what we communicate, new laws govern the interchanges as different as strong and weak particle interactions...”

Amando Delany come autore di fantascienza e fantasy ho anche apprezzato le implicazioni di questa sua esperienza in ambito letterario. Lui e gli altri della comune erano visti come alieni, erano loro la fantascienza: si ha l'impressione che più che mostrare alternative fantastiche alla distopia, questo genere dovrebbe spingere chiederci perché non le possiamo immaginare noi stessi.

“I couldn’t talk about life at Heavenly Breakfast without talking about drugs and sex. Yet I couldn’t mention either without their falling into value matrices set up by other people which precluded what I really wanted to discuss: the texture and affectivity of life lived humanely, day by day.”

Nel corso dei mesi trascorsi nella comune Delany ha occasione di confrontarsi con altri tipi di comunità: un monastero di preti, una comune molto più anarchica e violenta della loro, un'altra molto più rigida e organizzata, e diverse famiglie tradizionali.

"In a communal situation bisexuality has to be of at least passing interest to everyone. (That's assuming both sexes are represented.) The standard bohemian/liberal education teaches you quickly not to take offense at someone else's desire. If it pleases you, you move toward it; if not, you sidestep politely as your individual temperament allows. At the Breakfast I learned to move within the circle of other people's desire, and be at ease as I generated my own. And I would strike one of my senses before I would part with that knowledge."

Delany scrive di Judy, una sedicenne girovaga e drogata che la comune accolse e si prese cura per un paio di mesi. Le attenzioni che Judy riceveva non le aveva mai avute dalle istituzioni tradizionali (famiglia, polizia, servizi sociali etc..). L’autore propone due “finali” alternativi per Judy, uno nel quale muore per overdose, mentre nell’altro si disintossica e va a scuola. Ma ci avverte anche che entrambi sono fittizi, e moralizzanti, riproducendo uno schema nel quale le alternative sono punizione o redenzione.


Il sottotitolo del libro è “Un saggio sull’inverno dell’amore”, che fa da contrappunto alla celebre “estate dell’amore”. Il mondo attorno alla comune si evolve e forze oscure si stanno raggruppando. C'erano stati gli assassini di Martin Luther King e Robert Kennedy, e il tentato omicidio di Andy Warhol; c'era stata la repressione delle proteste degli studenti di colore alla Columbia University. Alla fine sarà una cosa più banale a far crollare la comune. La Con Ed, l’ente fornitore di elettricità a New York, cambia le modalità di pagamento delle forniture mettendo in difficoltà le piccole case di produzione musicale. Quella per la quale la Heavenly Breakfast doveva incidere il suo primo album chiude perché non riesce più a pagare i conti, e la band e la comune si sciolgono.

Dopo aver lasciato la comune Delany affitta un appartamento e scrive quello che è considerato da molti il suo capolavoro, Nova, e inizia la scrittura dell’altro suo testo base, Dhalgren. In entrambi si trovano echi della sua esperienza nella Heavenly Breakfast.