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martedì 28 luglio 2026

Longer views

“Discourse says, 'You are.' Rhetoric preserves the freedom to say, 'I am not.”

Longer Views è una raccolta di saggi pubblicata nel 1996.

“Wagner/Artaud: A Play of 19th and 20th Century Critical Fictions” è stato pubblicato per la prima volta in un singolo volume da Ansatz Press nel 1988. Delany mette in relazione i due artisti come drammaturghi e teorici dell'estetica. Il pezzo non segue un ragionamento lineare ma presenta una serie di storie che si intersecano, dove sta al lettore "unire i puntini". Quello che si finisce per fare è vedere l'estetica frammentaria di Artaud in contrasto con il discorso dell'"Alta Arte" come incarnata nelle pratiche teatrali istituzionalizzate da Wagner.

“Reading at Work, and Other Activities Frowned on by Authority—A Reading of Donna Haraway’s ‘Manifesto for Cyborgs: Science, Technology, and Socialist Feminism in the 1980s’” risale al 1985 ed è un commento al testo di Haraway. Partendo dal concetto di Haraway del "cyborg come metafora" Delany arriva a quello della "metafora come cyborg": come un cyborg è in continua tensione tra la sua parte organica e quella metallica, così la metafora è in tensione tra la sua equazione logica (A come B) e la sua parte poetica che ha radici psicologiche. Entrambi, cyborg e metafora, possono rompere rigide divisioni.

“Aversion/Perversion/Diversion” è la trascrizione del discorso tenuto da Delany il 1o Novembre 1991 alla quinta "Lesbian and Gay Conference on Gay Studies" della Rutgers University. Consiste in una serie di aneddoti personali sulle esperienze queer di cui è stato testimone e protagonista, che sfatano diversi miti sulla sessualità. Per Delany qualsiasi discorso, anche e soprattutto sulla sessualità, necessita di una profonda e sofisticata comprensione storica, per evitare pregiudizi e semplificazioni.

“Shadow and Ash” (considerato dall'autore il testo più rilevante) prosegue il discorso del saggio precedente, aggiungendo note filosofiche personali e aneddoti reali e inventati. Utilizza una struttura a frammenti simile a un collage per esplorare il linguaggio, la poesia, i cliché della fantascienza e come avviene la costruzione di significato e ordine - in un testo come in una società.

"Atlantic Rose... Some Notes on Hart Crane" è uno studio della vita e dell'opera del poeta Hart Crane e in particolar modo della sua opera The Bridge. È la controparte teorica della storia in Atlantis: Model 1924, dove si immaginava un incontro tra suo padre e il poeta sul Ponte di Brooklin. È una meditazione su linguaggio, significato e identità: in particolare come l'omosessualità del poeta abbia influenzato la creazione, lettura e interpretazione delle sue opere.

L'Appendice intitolata Shadows è un articolo apparso in due parti sulla rivista Foundation (numeri 6 e 7/8 di maggio 1974 e novembre 1975 risp.). L'articolo nasce come risposta alla richiesta di un pezzo che descriva la formazione di uno scrittore di fantascienza. Ben presto il testo diventa una esplorazione dela relazione problematica tra modello e contesto attraverso aneddoti personali, finzioni speculative, aforismi e meditazioni critiche sulle opere di Wittgenstein, Quine e Chomsky. Possiamo trovare qui una precoce articolazione del problema della "risoluzione empirica" che fornisce l'"arco" epistemologico per l'intero Ritorno a Nevèrÿon.

venerdì 22 settembre 2023

Bestiario del Capitalocene


È uscito per Delos Digital li mio Bestiario del Capitalocene, nella collana Non-aligned Objects curata da Battisti.

Il termine Antropocene per indicare la nostra epoca, intendendo con esso l’effetto dell’uomo sulla natura, è entrato di uso comune. Ma la mia impressione è che il termine distoglie l’attenzione dal vero colpevole di questi cambiamenti, ovvero il Capitale con il suo sfruttamento delle risorse (umane e non) e la sua indifferenza per le conseguenze sul mondo. Perché non è vero che è l’Uomo al centro di tutto, perché se lo fosse veramente non staremmo distruggendo i nostri sistemi ecologici e sociali. Al centro del mondo d’oggi, motore primo di ogni problema, è il capitalismo. L’epoca nella quale viviamo quindi è quella del Capitalocene.

Sono circa 20 anni che giro per il mondo a occuparmi di ambiente e dell'impatto che l'inquinamento umano ha sugli ecosistemi. Anni di appunti, note, osservazioni su quello che gli esseri umani stanno facendo al nostro pianeta.

La cosa che mi ha sempre colpito di più in questo processo dove l'attività umana si sovrappone a quella "naturale", è la nascita di strane creature, ibridi tecnonaturali coscientemente ingegnerizzati dalla nostra mente oppure nati dall'incrocio casuale dell'umano con il naturale.

E uso il termine naturale con una certa cautela. Il Carso circonda la mia città natale, Trieste, e i suoi boschi di pini neri sono luoghi di escursioni e contatto con la natura. Peccato che siano costrutti artificiali, piantati nel 1800 per trasformare una landa pietrosa in una riserva di legna per le navi dell'Impero Austro–Ungarico. Anche il luogo più selvaggio che circonda la città è un prodotto della mano dell'uomo.

Trovandomi con una mole di appunti, ho cercato conferma delle mie osservazioni in letteratura. Quasi per ogni voce del Bestiario è presente una breve bibliografia con testi che vi permetteranno di approfondire l'argomento trattato, e riferimenti ad altre voci, in quanto molte di queste creature, e le cause della loro genesi, sono associate tra di loro.

A questo punto mi sono chiesto: come ci si crea una mappa mentale del mondo? Un mappa che non sia solo geografica e topologica, ma che includa informazioni di carattere scientifico, naturale, ideologico, culturale, storico, economico e politico?

Nel medioevo si usavano bestiari, dove il regno animale veniva rappresentato da un’immagine, un nome, una breve descrizione e la lezione morale che quel animale rappresentava. I bestiari, che si accompagnavano a erbari e lapidari, includevano creature esistenti e immaginarie, erano basati sulla tradizione greco–romana (principalmente l’anonimo autore de Il Fisiologo e la Naturalis Historia di Plinio il Vecchio) e non erano basati sull’osservazione e conoscenza diretta delle voci inserite.

Nel Rinascimento, con il cambio di mentalità in Europa Occidentale, si assiste alla nascita delle prime Kunst– e Wunderkammer, raccolte di oggetti notevoli (per valore, rarità o curiosità) appartenenti a vari regni, animale, minerale o artistico. Le Wunderkammer avevano i loro modi di classificare gli oggetti in mostra.

La Galleria delle Metamorfosi di Vincenzo I Gonzaga, per esempio, è divisa in quattro stanze corrispondenti a ciascun elemento classico: acqua, fuoco, terra e aria.

Altre classificazioni dividevano gli oggetti in Artificialia, creati dalla mano dell’uomo; Naturalia, creati da Dio e comprendente anche pietre, animali impagliati, disegni di piante; Mirabilia, mostruosità, mutazioni, anormalità, insolite o sorprendenti; Scientifica, ovvero strumenti usati per gli esperimenti e le misure fisiche e matematiche; Vanitas, oggetti che ricordavano ai visitatori la loro mortalità e l’importanza di seguire la religione cristiana; Exotica, se originava da fuori dell’Europa.

Le distinzioni spesso non erano nette. E così, ad esempio, una coppa ricavata da una noce di cocco intagliata e montata in oro riesce a essere allo stesso tempo Terra (la pianta di cocco) e Fuoco (l’orefice che ha fuso l’oro), Naturalia, Exotica e Artificialia.

Nei secoli successivi le Wunderkammer divennero Musei, i bestiari vennero sostituiti dai Manuali, fino ad arrivare alle moderne Wikipedie compilate dal basso. Ho scelto di dare ai miei appunti la forma di un Bestiario per riallacciarmi a un’antica tradizione di mappatura del reale. Le voci che leggerete di seguito non includono solo entità che si potrebbero classificare come “animali” o “bestie”, ma anche appartenenti ad altri regni, dove il fattore in comune è l’essere stati toccati dal Capitale – una fluidità di appartenenza e molteplicità di significati che mi sono stati ispirati dalle Wunderkammer.

Le voci presenti:

ANGURIE CUBICHE – ANTENNA MASCHERATA – AUTO AUTONOME – BANANA DI CAVENDISH – BIOTARIATO – BRUTALISMO – CANE ROBOT – CAPITALOCENE ANXIETY DISORDER – CARBON FOOTPRINT – COLAZIONE DEI CAMPIONI – DRONE PER LE CONSEGNE – ECOMIOPIA – FILO SPINATO – GRATTACIELO – INCEL – NEVE ARTIFICIALE – PLANTOCRAZIA – PLASTICA – PORCO CAPITALISTA – PRATO – PROTEINA FEMMINILIZZATA – SALTSCAPE – SEX DOLL – SILOS – TELECAMERA – ZOOMTOWN

Non finisce qui: i viaggi continuano, si prendono nuove note e forse, in futuro, il Bestiario si potrà ampliare – anche con il vostro aiuto.


Link per l'acquisto:

https://www.amazon.it/Bestiario-del-Capitalocene-Lorenzo-Davia-ebook/dp/B0CJ696BGJ/

https://www.delosstore.it/ebook/55006/bestiario-del-capitalocene/

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