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domenica 7 marzo 2021

Fiabe della Notte Oscura: Biancalapide

Il 25 Marzo uscirà Fiabe della Notte Oscura, antologia curata da Alessandro Iascy e Giorgio Smojver. Conterrà il mio racconto Biacalapide, la rivisitazione thanatolica della fiaba di Biancaneve.


Thanatolia è l'ambientazione sword&sorcery ideata da me e Alessandro Forlani, un intero continente destinato a millenaria necropoli, custodito da due città mercantili (Handelbab e il porto di Tijaratur) che vivono del commercio di tesori e manufatti. Tombaroli spregiudicati, necromanti ed eccentrici avventurieri esplorano le tombe e riforniscono i mercati: ma scavare troppo a fondo può essere pericoloso, specie dove giace una terribile entità.

Eccovi l'incipit di Biancalapide.

Una volta mentre i fiocchi di cenere cadevano dal cielo come piume, una regina cuciva seduta accanto a una finestra dalla cornice d'ebano. E per ammirare la grigia nevicata contro il cielo, vermiglio a occidente e viola come il fodero di una bara a oriente, si punse un dito e tre gocce di sangue caddero nella cenere. Il rosso era così bello su quel grigiore, che ella pensò fra sé: "Avessi un bambino bianco come le lapidi del cimitero, rosso come il sangue e nero come il buio delle cripte!" Poco tempo dopo, diede alla luce una bimba bianca come le lapidi del cimitero, dalle labbra rosse come il sangue e con i capelli neri come il buio delle cripte; e, per questo, la chiamarono Biancalapide. E, quando nacque, la regina morì. Dopo un anno, il re prese di nuovo moglie.

La descrizione di Fiabe della Notte Oscura

Da Biancaneve a Cenerentola, da Cappuccetto Rosso a Barbablù: La fiabe famose reinventate tra avventura, orrore, humor nero, sullo sfondo delle cosmogonie di H.P. Lovecraft e Clark Ashton Smith. C'era una volta… l'orrore cosmico, che s'agitava inquieto, in agguato nella notte profonda e senza fine. Le fiabe, quelle vere, popolari, fanno paura. Sono state scritte per insegnare che l'oscurità è più antica della luce e che la morte attende gli incauti, nella foresta o nelle segrete di un castello. E se le fiabe sono crudeli, i racconti dell'orrore sono spesso fiabeschi. Da un'idea di Alessandro Iascy, undici autori riscrivono le fiabe famose con toni dal romanticismo gotico all'umorismo nero, dalla pura avventura all'horror lovecraftiano, e le reinventano sullo sfondo dei miti di orrore. Storie di Andrea Berneschi, Angelo Berti, Francesco Corigliano, Enzo Conti, Lorenzo Davia, Cristiano Fighera, Nicola Lombardi, Laura Silvestri, Giorgio Smojver, Mala Spina, Yuri Zanelli.

La copertina è della bravissima Silvia Perosino.

domenica 9 febbraio 2020

Matrix, misticismo sufi e sword&sorcery

Quella mattinate oziose dove non hai niente di meglio da fare che combinare Matrix, misticismo Sufi e sword&sorcery...

- Vuoi vedere i nostri serpenti?
Butros non rispose subito alla domanda. Prese tempo riempiendosi una tazza di caffè e sorseggiandolo, guardando il figlio dello sceicco che gli aveva fatto la domanda.
- Non sono del tutto sicuro. Ho sempre avuto brutte esperienze con i serpenti. Ho perso cammelli e compagni di viaggio a causa dei loro morsi.
- I nostri esemplari sono chiusi nelle gabbie - disse lo sceicco. - E abbiamo tutti gli antidoti disponibili. Dopotutto, è anche per questo che teniamo i serpenti. Le danze sono solo per far contento il popolo. È nelle sostanze contenute nel veleno che si cela la vera ricchezza.
Butros finì di bere il caffè e acconsentì.
Attraversarono alcuni corridoi e si fermarono davanti a una porta chiusa con una sbarra di legno.
Khadem tolse la sbarra e aprì la porta. Sorridendo fece segno a Butros di entrare.
La Guida guardò prima lo sceicco, poi Khadem. Il movimento di una tenda attrasse la sua attenzione: da dietro un drappo vide per un attimo una figura velata spiarlo.
Attraversò la soglia. Odore di muschio, di umido, di tana. Teli colorati coprivano le finestre, gettando ombre blu gialle e verdi sulle gabbie.
Ne capì il motivo. Luce blu per i serpenti notturno, gialla per quelli del deserto, verde per quelli delle foreste. La famiglia si impegnava a tenere i suoi ospiti a loro agio.
Come avevano fatto con lui.
Fermo al centro della stanza studiò i rettili. Non si sarebbe avvicinato per nessun motivo al mondo.
Scivolavano lenti, apparendo e scomparendo tra i rami e le rocce sistemati nelle gabbie. Non si concentrò su un singolo esemplare, ma colse la visione d’insieme. Era un fluire placido ma continuo di scaglie e colori e occhi e code. Era come un unico fiume di carne rettile e lui vi si trovava immerso. Le gabbie non racchiudevano gli animali ma separavano lui dalla corrente.
Gli venne voglia di immergersi e lasciarsi trasportare in quel fiume immenso, del quale quei serpenti costituivano solo una minima frazione. Come un secchio d’acqua rispetto all’intero fiume.
Non si accorse di essersi avvicinato a una delle gabbie. Non riconobbe l’esemplare, ormai per lui un serpente era tutti i serpenti e tutti i serpenti erano un solo essere.
Gli occhi lo ignoravano, le scaglie color sabbia, rosse, argento, verdi, arancioni disegnavano strane figure che si muovevano con lo strisciare del rettile.
Lo fissò incantato abbastanza a lungo da sembrargli che non fossero le figure a muoversi, ma le scaglie a cambiare colore, tracciando nuovi simboli, raffigurando monti e dune e oceani. Il serpente, o i serpenti perché forse ce n’erano molti là dentro, avvolti nelle loro spire erano come un’immensa tavola composta da un numero infinito di quadrati, le scaglie, e come le scaglie cambiavano colore così interi mondi si materializzavano davanti ai suoi occhi.
E quella non era più la pelle di un serpente, ma era al-Lawh al-Mahfooz, le Tavole dove tutto il creato era codificato, come numeri e lettere su una tabella o i colori delle scaglie sulla pelle del serpente.
Butros sentì una mano afferrargli la spalla. Si voltò, e i serpenti erano solo serpenti, e il figlio dello sceicco lo guardava preoccupato.
- Sono affascinanti, vero?

giovedì 24 ottobre 2019

Zaineb Tehrani - la Sceriffa Velata


Finalmente, dopo un lungo travaglio, è uscita la mia raccolta di racconti Weird Western intitolata Zaineb Tehrani.

Il primo racconto, La Vendetta dello Stregone, uscì come ebook singolo nel 2017 prima per le Edizioni Imperium di Diego Bortolozzo e poi per la Collana Imperium Horror della Delos.

Grazie all'interesse e allo stimolo di Alessandro Iascy e Ivan Alemanno, nell'anno successivo ho scritto altre nove storie aventi per protagonista la stessa Sceriffa Velata. Tutte le storie sono ora state raccolte nel volume omonimo uscito per la Watson.

Zaineb Tehrani è nata nella Persia del 1800 ed è cresciuta nel rispetto dell’Islam. Da giovane dimostra un’insaziabile curiosità e suo padre, un ricco commerciante, le insegna a leggere. Zaineb impara anche l’inglese e grazie ai contatti di suo padre s’innamora e divora le dime novels con protagonisti cowboy e fuorilegge degli Stati Uniti d’America. Ma, nella chiusa e tradizionalista Persia, una ragazza non ha speranza di trovare le stessa libertà delle praterie americane. Per tenerla lontano dai fanatici religiosi, suo padre la porta con sé in un viaggio d’affari in America. Si realizza così il sogno della giovane: visitare il Far West. Divenuta sceriffa di Doomtown per un suo capriccio, scopre di credere veramente nei valori dell’Ordine e della Legge. Ma nella violenta Frontiera popolata da mostri e stregoni, quale giustizia può prevalere? La Sceriffa Velata deve decidere tra la Legge degli Uomini, quella di Allah e la sua coscienza.

Ho presentato il volume allo Stranimondi qualche settimana fa. Ero emozionato e confesso che non mi ricordo niente di quello che ho detto. Il discorso di presentazione, almeno nei piani originali, avrebbe dovuto essere qualcosa così.

Sono nato e vivo tutt’ora in una città di confine dove, essendo io stesso figlio di esuli, ho sempre trovato un po’ difficile sentirmi a casa. Per questo mi sono sempre piaciuti gli outsider, i personaggi fuori posto, quelli che devono lottare per trovare il loro posto nel mondo.

Ed è proprio nel Nuovo Mondo che Zaineb Tehrani, la protagonista di questa antologia, deve trovare il suo posto. Fuggita dalla rigida ortodossia religiosa persiana, Zaineb veste i panni di una sceriffa nel Far West americano di metà ottocento. All’inizio per gioco, ispirata dai racconti dime novels che leggeva di nascosto da bambina. Ma quando scopre che mali oscuri si diffondono nella Frontiera Americana, decide di iniziare la sua jihad personale contro i demoni.

Zaineb Tehrani è un personaggio completamente fuori contesto, che si trova spesso indeciso tra la Legge degli Uomini, quella di Allah e la sua coscienza. È una figura ispirata alle molte donne che ho conosciuto nei miei viaggi in Medio Oriente (e che almeno una delle quali ho sposato), persone che mi hanno sorpreso per il modo disinvolto con il quale si muovono tra mondi diversi.

Nei dieci racconti di questa antologia la nostra sceriffa dovrà difendere Doomtown dalla maledizione di uno stregone navajo e affrontare orribili mostri nati dalla magia nera dei nativi e dall'ingordigia degli uomini bianchi. Rivivremo con lei la sua infanzia in Persia e i suoi primi scontri con i demoni delle sterminate praterie nel Nuovo Mondo. Zaineb scoprirà l'esistenza di una confraternita di Maghi, l'Ordine di Salomone, dei quali dovrà sventare i complotti.
Infine la Sceriffa Velata dovrà affrontare lo jinn che la perseguita dalla sua infanzia.

La copertina è della bravissima Pamela Łuniewska.

La recensione di Infiniti Mondi: LINK

Link vari per l’acquisto: sito dell’editore, Amazon, IBS

venerdì 19 luglio 2019

Letture estive

Mi permetto di consigliarvi una paio di ebook da leggere questa estate, durante le vostre vacanze, siano esse al mare, in montagna o nei gelidi spazi interstellari.


Azaroth-Al-Abel, un necromante nei deserti di Thanatolia. Per lui i vivi e i morti sono pedine e il continente della putrefazione una scacchiera perfetta per portare avanti i suoi piani, in attesa del risveglio della Dormiente. Quando ecco apparire in gioco il tombarolo più furbo della regione, due possenti guerrieri d’oltremare e una sorta di mago più avvezzo a legno e ferro che non ad arcani e pozioni. Per loro, il necromante avrà un piano che si svilupperà lentamente, negli anni, segnando per sempre il mondo con un nuovo male.

Fabio è uno degli scrittori thanatolici della prima ora, con il quale abbiamo dato vita alla prima antologia Crypt Marauders Chronicles, basato sul setting creato da me e Alessandro Forlani. Con questo volume ritorna sul luogo del delitto con il suo necromante Azaroth-Al-Abel.


Andare in “insogno” è partire per un viaggio raccontato dalle sette storie di Simonetta Olivo che prendono la forma di un fix-up onirico. Storie collegate come solo i sogni sanno esserlo. Richiamandosi l’una con l’altra, costruiscono un universo immaginario nel quale la realtà dei personaggi coinvolti si manifesta come un brusco risveglio.
Gli occhi si aprono su mondi segnati, vite quasi spente, su androidi più umani degli uomini stessi, e il sogno diventa l’unica via di fuga che però può trasformarsi in un lucido ed eterno incubo.

Simo è una collega del CIF, il Collettivo Italiano di Fantascienza, fondato qualche anno fa con lo scopo di proporre un nuovo modo - collettivo e cooperativo - di scrivere e vivere la fantascienza.
Penso che il modo migliore per introdurvi questa antologia personale sia un citazione (spero) famosa: «Hai mai fatto un sogno tanto realistico da sembrarti vero? E se da un sogno così non ti dovessi più svegliare? Come potresti distinguere il mondo dei sogni da quello della realtà?» (Morpheus)



Siamo alla fine del 21° secolo. Il mondo intero è uscito sconvolto da decenni di conflitti innescati dalle conseguenze del riscaldamento globale.
La razza umana è sopravvissuta, anche se ha dovuto rivoluzionare le proprie abitudini di vita. La popolazione superstite si è rifugiata nelle ristrette fasce climatiche considerate ancora vivibili. Per proteggersi dalle radiazioni e dalle piogge acide, le persone girano per le strade coperte da speciali indumenti.
Anche i poteri finanziari si sono dovuti adattare al nuovo contesto. Dopo aver ridotto tutto a merce, in un mondo non più capace di produrre e consumare, i loro occhi si sono posati, dove mai nessuno avrebbe immaginato.
Sotto il cielo velenoso di Asmara, nasce l’amore tra Akis e Neima. Insieme cercheranno di contrastare l’Ánemos e il nuovo mercato azionario che l’azienda ha ideato. Presto i due ragazzi si renderanno conto che è molto difficile essere felici nel presente, quando il futuro è compromesso. In un mondo completamente sbagliato, anche amare può essere pericoloso.

Dario è un altro collega del CIF, e non posso fare a meno di consigliarvi questa storia clifi (climatic fiction) di tremenda attualità.


venerdì 21 dicembre 2018

T

Ci sono romanzi difficili da inquadrare, che vanno oltre le definizioni e convenzioni di genere. T di Alessandro Forlani è uno di questi.

C’è fantascienza, c’è fantasy, c’è horror, ma nessuno dei tre appare per quello che è veramente. E non è in un *punk qualsiasi che questo romanzo si può identifica, consentendo al limite solo l’etichetta di Forlanipunk.

E chi conosce l’autore sa di cosa parlo.

La forza del romanzo è nel suo messaggio – nell’Italia di oggi che ci viene illuminata per quello che è, immersa in questo brodo di cultura pop (o nerd, o quello che preferite) che… ma preferisco che lo leggiate e ve ne rendiate conto da soli.

Il romanzo utilizza il setting creato da me e Alessandro per le Crypt Marauder Chronicles (per la Watson è già uscita un’antologia di racconti di vari autori), ma Alessandro intreccia l’ambientazione sword&sorcery con la fantascienza sociale e la satira del nostro oggi in modo unico.

Leggetelo. È veramente un romanzo che vi farà arrabbiare: forse il più bel regalo che un libro vi può fare.


Italia, 2025. L'istituzione del Pointless Act prevede la detenzione in un carcere di oblio per un'intera generazione che ha abbandonato gli studi, il lavoro e non riesce a inserirsi nella società. Sinistri "dormitori", e un limbo di immaginari condivisi che diventa ogni giorno più reale. Una giovane ricercatrice, una giornalista freelance, un'immigrata clandestina, un docente universitario e un nerd terrorista sono vittime e oppositori dell'invisibile repressione fondata sugli studi della neuroscienziata Clara Muttertod, su avveniristiche tecnologie o su arti più spaventose. T è lo sviluppo personale di Alessandro Forlani del Progetto Thanatolia, ambientazione aperta da lui creata con Lorenzo Davia. Un romanzo distopico ed esoterico di orrori negromantici e di satira sociale. 
Alessando Forlani (Pesaro, 1972), Premio Urania 2011 e Premio Kipple 2012 con il romanzo I Senza-Tempo; Premio Urania - Stella Doppia 2013 con il racconto Materia Prima; pubblica per Delos Digital, Acheron Books e Watson Edizioni. Fra i suoi titoli principali: Eleanor Cole delle Galassie Orientali; Clara Horbiger e l'Invasione dei Seleniti; Il Mondo nel Tramonto; Xpo Ferens e Arabrab di Anubi (finalista al Premio Italia 2018 come migliore romanzo fantasy). I suoi prontuari di scrittura creativa Com'è facile scrivere difficile; Com'è facile diventare un eroe e Com'è facile vivere in Atlantide sono ormai dal 2014 fra i più venduti su Amazon.


giovedì 9 agosto 2018

Thanatolia: due recensioni


Sono uscite le prime eutanasiastiche recensioni dell'antologia Thanatolia.

Su Heroic Fantasy Italia, Giorgio Smojver ci da il...
Benvenuti su Thanatolia, il Continente dei Morti! Con questo primo volume delle Crypt Marauders Chronicles ritorna la straordinaria tradizione dello Sword & Sorcery italiano, grazie a un manipolo di autori d’eccezione e al cupo universo condiviso che hanno saputo creare.
(vai sul sito per continuare a leggere la recensione)

Su Cronache Bizantine, Zeno Saracino ci ricorda che
Un cimitero presenta, nella sua stratificazione, nella sua diversità, nei suoi differenti quartieri e abitanti, visitatori e guardiani, la cultura della sua città, villaggio o nazione che dir si voglia.
La storia di quel luogo, quel centro urbano, viene espressa dal suo cimitero.
I cimiteri ricordano in tal senso le carote di ghiaccio estratte in Antartide, nella misura in cui rappresentano uno spaccato della storia di quella comunità, dagli albori al presente.
Senza nemmeno addentrarsi nell'aspetto artistico e/o architettonico, i cimiteri costituiscono una testimonianza storica fondamentale per una comunità, che sia una capitale o un paesino campagnolo.
(vai sul sito per continuare a leggere la recensione)

mercoledì 11 luglio 2018

Thanatolia

Il progetto Crypt Marauders Chronicles è nato nel Luglio del 2016 durante una chat tra me e Alessandro Forlani. 

Cercavamo qualcosa da proporre alle riviste in lingua inglese e, spero abbiate presente, iniziammo quel continuo rimpallarsi di idee e battute che tante volte finisce in niente ma che almeno una volta ogni mille produce qualcosa. Qualcosa che non si può definire ancora di concreto, ma che si sente avere un’anima. Qualcosa che potrebbe sopravvivere al di fuori di quell’incubatrice che è il dialogo tra due persone, dove spermatozoi di ispirazione cercano ovuli di idee da fecondare. 

Così è stato per Thanatolia. 

Le avventure delle Crypt Marauders Chronicles si svolgono in Thanatolia, un continente utilizzato da sempre come cimitero. Vi si trovano sepolcri, cripte, sarcofagi, tombe, catacombe, mausolei, cenotafi, ossari ricchi di tesori e pericoli, che si estendono per chilometri. Sorgono al centro di un deserto fatto di cenere, le ceneri dei morti cremati da millenni…
I vivi abitano solo in due città, presenti ai capi opposti della Thanatolia, da dove partono gli avventurieri alla ricerca dei tesori. C’è un ricco mercato per i reperti, che vengono esportati in tutto il mondo, e per le mappe delle tombe e dei tesori. Nessuno sa perché le civiltà passate abbiano deciso di erigere lì le loro tombe. L’usanza è presente solo in parte nell’epoca attuale, ed è una tradizione che risale all’Antico Impero, che aveva dominato il mondo ed è crollato millenni prima.
Quelle di Thanatolia e delle Crypt Marauders Chronicles sono avventure in stile Sword&Sorcery, ma con una netta componente orrifica e raccapricciante, in cui la morte, i cadaveri, le aberrazioni e il cannibalismo la fanno da padroni. 

Custodita nelle chat di Facebook c’è la precisa genesi di questo mondo fantasy. Ma è giusto che resti un segreto tra me, Alessandro e Zuckerberg. 

Nell’agosto del 2016 rendemmo pubblica l’esistenza del progetto. E fin dall’inizio mettemmo in chiaro che 

C.M.C. è un progetto aperto: se vi stuzzica il background, e volete inoltrarvi a scrivere nella necropoli di Thanatolia, equipaggiatevi di grimorio e spada e sarete i benvenuti! Resta inteso che in calce o introduzione del racconto riconosciate a Lorenzo e me la paternità dell'idea...
Non abbiamo un avvocato a difendere il nostro concept, non crediamo all'intuizione geniale unica & irripetibile: anzi, siamo convinti "contaminati" sostenitori del melting pot! 

Poi sono successe tante cose belle. C’è stato subito molto interesse attorno a questo progetto. Vari autori hanno scritto storie ambientate in questo mondo. Il sito Heroic Fantasy Italia ha dedicato una sua sezione ai racconti di CMC e ad alcuni articoli di approfondimento. Una casa editrice, la Watson, ha mostrato il suo interesse per il progetto e per creare un’antologia di racconti ambientati in Thanatolia. 

Dopo due anni di sognare, scrivere, lavorare, PR e altro, ecco la prima antologia Thanatolica.


I racconti di “Crypt Marauders Chronicles” si svolgono nell’universo condiviso della tetra Thanatolia: un intero continente destinato a millenaria necropoli, custodito da due città mercantili (Handelbab e il porto di Tijaratur) che vivono del commercio di tesori e manufatti. Tombaroli spregiudicati, necromanti ed eccentrici avventurieri esplorano le tombe e riforniscono i mercati: ma scavare troppo a fondo può essere pericoloso, specie dove giace una terribile entità.
Crypt Marauders Chronicles è un progetto aperto: se vi stuzzica il background, e volete inoltrarvi a scrivere nella necropoli di Thanatolia, equipaggiatevi di grimorio e spada e sarete i benvenuti! Da un’idea di Lorenzo Davia e Alessandro Forlani, un universo di scrittura creativa condivisa a tema Sword&Sorcery. 

Gli autori: Laura Silvestri, Mauro Longo, Alberto Henriet, Domenico Mortellaro, Fabio Andruccioli, Andrea Atzori, Luca Mazza, Alessandro Forlani e me. Le illustrazioni sono di Alex Reale e la copertina è di Vincenzo Praticò. 

Confesso che mi ha fatto uno stranissimo effetto leggere le storie degli altri autori. Anche se crei un nuovo mondo assieme a qualcun altro, non puoi fare a meno di sentirlo come tuo. Pensi di conoscerlo, pensi di sapere cosa ci sia dietro ogni curva della strada, dentro ogni tomba, oltre ogni collina. Leggendo le storie di questa antologia ho scoperto un mondo al tempo stesso famigliare e alieno. Come visitare uno stesso posto a diverse ore del giorno, o in diverse stagioni dell’anno, e trovarlo sempre diverso. Sarà la luce che cade con un altro angolo. Chissà

Tutti gli autori dell’antologia hanno portato il loro contributo unico a rendere questo mondo più vero. Più profondo. Ci hanno aggiunto simbologie e tematiche che non avrei mai pensato si potessero inserire. 

A tutti loro, al Maestro Forlani, ad Alessandro Iascy e Ivo Alemanno vanno i miei ringraziamenti.

giovedì 10 maggio 2018

L'Alien 3 di William Gibson

Dopo il successo di Aliens: Scontro Finale (1986) la Brandywine Productions si mise subito in moto per realizzare un terzo film. Non è stato un lavoro facile: furono proposte una decina di sceneggiature diverse finché alla fine si scelse quella di David Giler e Walter Hill. 

La prima sceneggiatura fu scritta da William Gibson ed è disponibile su internet. 

Perché non andare a leggersela? 

Alla fine di Aliens avevamo lasciato Ellen Ripley, Rebecca "Newt" Jordan, l'androide Bishop e il caporale Dwane Hicks in ipersonno sulla Sulaco, di ritorno dopo aver sconfitto la Regina. 

FADE IN: 

DEEP SPACE - THE FUTURE 

The silent field of stars -- eclipsed by the dark bulk of an approaching  ship. CLOSER. 

ANGLE ON THE HULL 

A towering cliff of metal, Sulaco. 

Nello script la Sulaco viene abbordata da soldati dell’UPP – Union of Progressive People, una entità politica di tipo sovietico in Guerra Fredda con la Terra. 

Siamo negli anni ’80 e l’Unione Sovietica esisteva ancora. 
I militari dell’UPP prelevano Bishop (o almeno quello che ne resta dopo lo scontro con la Regina) e del materiale genetico xenomorfo. E cominciano a fare esperimenti sulla stazione Rodina. 

La Sulaco prosegue la sua rotta fino ad arrivare a una stazione spaziale amica, la Anchorpoint Station, dove viene abbordata dai militari e dal personale della Weyland-Yutani. 

Cambia il lato della Cortina di Ferro spaziale ma non la mentalità: anche su Anchorpoint cominciano gli esperimenti sul DNA xenomorfo. 

Due alien attaccano la squadra di ricognizione e vengono inceneriti: la battaglia danneggia però la capsula di Ripley, che resterà in coma per tutto il resto della storia. La piccola Newt viene messa sulla prima astronave per la Terra: del film precedente restano solo il caporale Hicks e Bishop. L’androide viene infatti riparato e restituito dall’UPP come segno di pace. 

Sapete già come va a finire: "escono dalle fottute pareti", morti, corsa contro il tempo prima che esploda tutto. 

Ci sono un sacco di elementi interessanti. 

La sceneggiatura sviluppava a piene mani il tema dell’ingegneria genetica applicata agli xenomorfi, cosa che si sarebbe vista solo in Clonazione diversi anni dopo. 

Compare un virus, trasmissibile per via aerea, dagli effetti xenomorficizzanti: gli sfortunati che se lo beccano diventano degli alien, con relative scene splatter del mostro che si toglie la vecchia pelle umana di dosso. Chiunque e in qualsiasi momento può trasformarsi in uno xenomorfo – un bel meccanismo per aumentare la tensione preso direttamente dalla Cosa di Carpenter. Qualcosa di simile si è poi visto in Prometheus e in Covenant, con la creazione di ibridi uomo-alien e altre varietà di creature.

As the chittering tooth-burr becomes a shrill SHRIEK of inhuman rage, the transformation takes place. Segmented biomechanoid tendons squirm beneath the skin of her arms. Her hands claw at one another, tearing redundant flesh from Alien talons. Then the shriek dies. She straightens up – and rips her face apart in a single movement, the glistening claws coming away with skin, eyes, muscle, teeth, and splinters of bone… SOUND of ripping cloth. The New Beast sheds its human skin in a single sinuous, bloody ripple, molting on fast forward. 
Trent vomits explosively. The Marine guard snatches his pistol from its holster and FIRES wildly across the table. Blind screaming chaos. 

Ci sono due personaggi femminili forti, Spence, la tecnica di laboratorio e Jackson, capo operazioni della stazione. Non mancano i classici “corporate men” fedeli alla causa della Weyland Yutani (sviluppare un’arma biologica usando come base gli alien) che ovviamente fanno una pessima fine. 

Viene introdotta per la prima volta l’idea che gli xenomorfi siano stati creati artificialmente, cosa poi resa ufficiale in Prometheus. 

SUSLOV 
Perhaps it is the fruit of some ancient experiment... A living artifact, the product of genetic engineering... A weapon. Perhaps we are looking at the end result of yet another arms race... 

Il tema degli xenomorfi come armi si ricollega quindi a una corsa agli armamenti aliena e al tema della Guerra Fredda, presente nella sceneggiatura con un twist: a salvare gli eroi, americanissimi e servi della multinazionale, alla fine della storia è un soldato dell’Impero Galattico Sovietico, unica superstite della stazione spaziale dell’UPP. 

Non manca la morale fatta da Bishop: 

BISHOP 
You're a species again, Hicks. United against a common enemy... 

HICKS 
Yeah? 

BISHOP 
The source, Hicks. You'll have to trace them back, find the point of origin. The first source. And destroy it. 

HICKS 
I dunno, Bishop. Maybe we just oughta stay out of their way... 

BISHOP 
You can't, Hicks. This goes far beyond mere interspecies competition. These creatures are to biological life what antimatter is to matter. 

HICKS 
How do you mean? 

BISHOP 
There isn't room for the both of you, Hicks, not in this universe. 

HICKS 
That's crazy, Bishop... 

BISHOP 
No. You're already at war, Hicks. War to extermination. The alien knows no other mode. 

HICKS 
Hell, man, we been at war all my life. Near enough, anyway. With her. (he looks down at the commando) With all her brothers and sisters. That's what got us into this shit in the first place! 

BISHOP 
But now you've seen the enemy, Hicks. So has she. She's not it. Neither are you. This is a Darwinian universe, Hicks. Will the alien be the ultimate survivor? 

Hicks doesn't answer. He just looks at Bishop. Bishop goes back to his circuitry. 

Il film sarebbe stato migliore dell’Alien 3 che è poi andato al cinema? 

Difficile dirlo – si tratta pur sempre di comparare un film fatto e finito con una sceneggiatura. Nel leggere lo script la fantasia aiuta molto e permette una caratterizzazione dei personaggi che altrimenti sarebbe solo abbozzata. 

L’Alien 3 uscito ha dalla sua l’interpretazione di Sigourney Weaver – una grande attrice, c’è bisogno di ricordarlo? – e l’ambientazione. Non ci sono più marine supercazzuti con armi e lanciafiamme; non ci sono nemmeno i camionisti spaziali del primo film. Ci sono invece dei criminali chiusi in una prigione, avanzi di galera che si trovano ad affrontare qualcosa peggio di loro. 

Il non-Alien 3, pur mancando la Weaver, avrebbe avuto dalla sua Michael Biehn e Lance Henriksen, che anche come attori sanno il fatto loro (vabbè, forse Henriksen più di Biehn). L’ambientazione sarebbe stata una stazione spaziale e non sarebbero mancati i marine supercazzuti, che nonostante tutto hanno sempre il loro perché. 

Gli interni della stazione spaziale, con i suoi corridoi di metallo, unità abitative, strutture per la produzione di cibo e di aria, sarebbe stata molto interessante da vedere, soprattutto se fossero riusciti a darle un carattere speciale come in precedenza avevano fatto con la Nostromo o con la colonia su LW-426. 

A station the size of a small moon, and growing; unfinished sections of hull are open to vacuum. A vast, irregular structure, the result of the shifting goals of successive administrations. 

INT. AEROPONICS FARM 
State of the art. Epcot-style soilless cultivation. Tall A-frame structures of white styrofoam are studded with hundreds of precisely spaced plants, their roots watered by periodic bursts of high-pressure mist. Vegetables sprout from the sides of tapering styrofoam columns. All of the wreathed in mist under brilliant halogen lamps. 

Soprattutto si sarebbe visto l’effetto dell’invasione aliena, della contaminazione, su una popolazione civile impaurita e tenuta all’oscuro di tutto. 

Gibson lavorò a un secondo draft della storia, mentre altri sceneggiatori scrivevano versione alternative. Dopo un po’ di anni e una pila alta un piede di proposte, la scelta cadde sul testo di David Giler e Walter Hill. 

Il resto è storia.

giovedì 18 gennaio 2018

Crypt Marauders Chronicles: l'antologia


Riporto dal sito Heroic Fantasy Italia:
Le avventure delle Crypt Marauders Chronicles si svolgono in Thanatolia, un continente utilizzato da sempre come cimitero. Vi si trovano sepolcri, cripte, sarcofagi, tombe, catacombe, mausolei, cenotafi, ossari ricchi di tesori e pericoli, che si estendono per chilometri. Sorgono al centro di un deserto fatto di cenere, le ceneri dei morti cremati da millenni…
I vivi abitano solo in due città, presenti ai capi opposti della Thanatolia, da dove partono gli avventurieri alla ricerca dei tesori. C’è un ricco mercato per i reperti, che vengono esportati in tutto il mondo, e per le mappe delle tombe e dei tesori. Nessuno sa perché le civiltà passate abbiano deciso di erigere lì le loro tombe. L’usanza è presente solo in parte nell’epoca attuale, ed è una tradizione che risale all’Antico Impero, che aveva dominato il mondo ed è crollato millenni prima.
Quelle di Thanatolia e delle Crypt Marauders Chronicles sono avventure in stile Sword&Sorcery, ma con una netta componente orrifica e raccapricciante, in cui la morte, i cadaveri, le aberrazioni e il cannibalismo la fanno da padroni.
Ideatori e organizzatori di questa iniziativa sono infatti Alessandro Forlani, scrittore raffinatissimo e blogger de Il Grande Avvilente, e Lorenzo Davia, anche lui blogger e scrittore.
Il progetto Crypt Marauders Chronicles si concretizzerà presto con una prima antologia di racconti ambientati in Thanatolia. Questa sarà pubblicata da Watson Edizioni e curata da Alessandro Iascy con il supporto dell’editor Annarita Guarnieri.
L’antologia vedrà la partecipazione di diversi bravi autori del fantastico italiano: oltre ai due ideatori del progetto Alessandro Forlani e Lorenzo Davia ci saranno anche i racconti di Alberto Henriet, Mauro Longo, Luca Mazza, Fabio Andruccioli, Laura Silvestri e Domenico Mortellaro illustrati dal bravo Alex Reale.
E se tutto questo parlar di necropoli e avventurieri vi piace, restate da queste parti e magari mettetevi a scrivere anche voi. Il progetto Crypt Marauders Chronicles è, infatti, anche e soprattutto, un progetto “aperto” a chiunque volesse partecipare, con queste regole d’ingaggio: se vi stuzzica il background, e volete inoltrarvi a scrivere nella necropoli di Thanatolia, equipaggiatevi di grimorio e spada e sarete i benvenuti!
Potete inviare i vostri racconti alla mail heroicfantasy@outlook.it i migliori saranno pubblicati qui sul blog di Heroic Fantasy Italia (che ospiterà un intera sezione dedicata a Thanatolia e le sue storie) e i loro autori potranno essere assoldati per partecipare a futuri progetti editoriali da noi patrocinati.
*Per il presente articolo si ringrazia per la collaborazione Mauro Longo
Illustrazione di Alex Reale

lunedì 14 agosto 2017

Scimitar&Jinn: Il destino della sposa


I
La vedetta, distesa tra le rocce più sopra, fece con la mano cenno di salire.
Butros la Guida guardò Usama: la precedenza andava sempre al capo. Ma il bandito gli indicò con un cenno della testa la parete rocciosa alla base della quale si erano fermati.
Butros si arrampicò sulla dura e polverosa pietra rossastra. Raggiunse la vedetta, si accucciò e si voltò per aiutare Usama.
Il capo dei banditi sdegnò la mano che gli veniva offerta, si issò sulla piattaforma di roccia e insieme strisciarono fino al bordo.
Sotto di loro un salto di un centinaio di qasab terminava in altre pietre e sabbia.
Poco lontano, una carovana attraversava la gola.
Portando la mano per proteggersi gli occhi dal sole, Butros distinse una serie di guardie armate di lancia montate su cammelli, donne velate che cavalcavano asini, e un takhteravan portato da quattro cammelli. Chiudeva la carovana una fila di asini, lenti sotto il peso delle sacche e delle casse caricate, spinti a scudisciate da servi a piedi.
- È strano – feci notare. - Una carovana di sole donne?
- Una sposa, - tagliò corto Usama, - che vuole raggiungere il futuro marito alla Città Santa.
- Ma la Città Santa non è da quella parte.
- E allora dove stanno andando?
- Non lo so, quella pista conduce al deserto. Al nulla.
Usama fece spallucce.
- Che importa! Hai visto quegli asini o sei cieco? Sono pieni di merce. Di sicuro c’è una dote. Per non dire delle donne del seguito.
La sua bocca si aprì in un sorriso cattivo e lussurioso prima di aggiungere: - E la sposa deve essere molto bella. Vorrò fare la sua conoscenza.
- Hanno anche una scorta.
Il capo dei banditi mi guardò sprezzante: - Non saranno un problema. Di sicuro dei sfigati assoldati in qualche villaggio durante il pellegrinaggio. Dimmi, guida, dov’è il posto migliore per tendere loro un agguato?
Butros al-Murshid conosceva quei deserti roccia per roccia, duna per duna, e metteva questa sua conoscenza al servizio dei briganti. Era l’unico motivo per il quale non lo avevano già ucciso.
E dopotutto, che male c’era a derubare ricchi ipocriti durante il loro pellegrinaggio?
- Questa sera, poco prima del tramonto, saranno in un tratto della gola dove le pareti sono più basse e frastagliate.
- Nascondigli?
- Quanti ne vuoi, e nemmeno si accorgeranno dei tuoi uomini fino a quando sarai loro addosso.
- Scendo ad avvisare i miei.
Usuma si allontanò strisciando. Butros rimase a guardare la carovana.

(...)

martedì 6 giugno 2017

Xpo Ferens

Alessandro Forlani ha preso una figura storica come Cristoforo Colombo, ci ha aggiunto un po' di Miti di Lovecraft e suoi miti personali, e ha tirato fuori un romanzo breve dalla lettura piacevole, interessante e con una serie di personaggi ai quali ci si affeziona. Parliamo di Xpo Ferens (Acheron Books).

Il giovane Cristoforo Colombo e suo fratello Bartolomeo, mercanti e navigatori, a seguito di un attacco di pirati saraceni raggiungono una strana isola dove rinvengono la mappa di un continente sconosciuto, situato al di là dell'Oceano Atlantico.
I due fratelli decidono quindi di partire alla scoperta del misterioso continente. Braccato dall'Inquisizione, e alla guida di un bizzarro manipolo di marinai provenienti da mezzo mondo, Cristoforo Colombo troverà il sostegno del più pericoloso armatore che si possa immaginare, e che sembra molto interessato alla meta finale: Abdul Alhazred, l'Arabo Pazzo...
Orrende negromanzie, equipaggi zombeschi, relitti di navi impossibili popolati da creature antidiluviane... il genio weird di Alessandro Forlani, premio Urania 2012, ci trasborda in una navigazione da incubo, che mescola e reinventa le suggestioni del fantasy avventuroso, del romanzo storico e dell'horror lovecraftiano!

Non scrivo questo post per convincervi a comprarlo, anzi farò finta che lo abbiate già letto e condividerò con voi qualche impressione. Se non lo avete letto, continuate a vostro rischio e pericolo!

Intanto già mi piace che l'autore abbia preso Abdul Alhazred come personaggio principale: perché limitarsi a imitare i Miti di Cthulhu quando puoi avere l'originale? Perché fare una brutta copia del Necronomicon quando puoi avere l’autore, addirittura disponibile a firmare autografi?
E poco importa che l'Arabo Pazzo sia ufficialmente morto nel 738 divorato da una creature invisibile: l'Alhazred di Forlani si mantiene “vivo” e vegeto grazie alla magia nera e: "sono pazzo di conoscenze che mi guidano ad altri mondi". Ed è proprio in un altro mondo che vuole farsi portare, usando le mappe che Bartolomeo porta nella sua testa. Mappe di un continente al di là dell'Oceano, ma non nel nostro mondo. L'America dove finisce Colombo e la sua ciurma è altrove, popolata da altre creature che in passato costruirono simulacri per aiutarli nei lavori, fino a delegare ad essi la loro stessa esistenza:

(…) molte scene si spopolavano di creature del tempo antico e stipavano, invece, di accumuli di oggetti. Molte erano macchine, alleviavano gli sforzi; ma gli amenicoli moltiplicavano in ogni parte di quel
mondo. Cose inutili cui quelle genti si dedicavano con cure insane: e la espressione sui loro volti, di intelligenza benché mostruosa, era adesso di ottusa e entusiasta acquiscenza.

Beh, forse non sono finiti proprio in un altro mondo... D'altra parte, come dice Abdul Alhazred: "Tutti i popoli evoluti sono stupidi e vanesi."

Mi diverte anche come l'autore lanci delle stilettate contro certe manie e fobie contemporanee, ma intessendole talmente bene nella scrittura che più di qualche volta rileggevo il paragrafo chiedendomi: ma lo ha fatto veramente?

Abdul Alhazred gli confessò, indispettito, un errore di calcolo relativo alle pile elettriche:
«Che cosa sono le pile elettriche?!»
«Quelle anforette di terracotta: hanno esaurito l'autonomia; credevo che bastassero, fino al prossimo scalo...»

Io quando viaggio, uguale.

In tutto il romanzo si respira forte l'atmosfera dei film di Alien. Lo strano veliero trovato in mezzo alla giungla ricorda l'astronave degli Ingegneri nel primo Alien. Anzi, sembra che Alien: Covenant abbia copiato più di qualche scena da Xpo Ferens, come l'astronave in mezzo ai boschi o le creature morte nella città abbandonata.



Non sono del tutto sicuro che Forlani e Ridley Scott si siano messi d'accordo. Da quel che ho letto sul blog dell'autore, Forlani aveva iniziato a lavorare a Xpo Ferens già un paio di anni fa, mentre Covenant è uscito quest'anno... ma non si può mai essere sicuri al 100%.
Magari è quel classico caso in cui certe idee sono nell'aria e più di una persona le raccoglie.

Sia negli ultimi Alien (ok, l'ultimo Alien e il primo e unico Prometheus) che in Xpo Ferens si parla di Creatori, Creature Create e le conseguenze della Creazione.
In Alien, Peter Weyland crea David. L'uomo crea la macchina, poi la macchina David (ri)crea lo Xenomorfo perfetto, che uccide l'uomo. È la creazione andata a male, la nascita di un cancro che uccide il creatore.

Somiglia (almeno ai miei occhi) a questo brano:

Il peggio era che i demoni servivano quelle genti, in simbiosi disgustosa con le abitudini più nascoste... si ingobbivano sotto i pesi, trascinavano, li issavano; accontentavano i commensali ai banchetti fino a ingurgitare i loro cibi e i loro sidro; li rigettavano nelle gole degli inetti e crapuloni. Quadri osceni di ripugnanti fornicazioni fra quegli esseri famelici e maschi e femmine degli antichi: lo scultore aveva reso l'ossessione, la rassegnata e colpevole accettazione, che quei diavoli dal cranio cavo pervertissero ogni aspetto della vita.

E, più avanti:

«Indovinate cos'è accaduto? (...) li ossessionarono; non riuscirono a farne a meno, demandarono a questi esseri tutto ciò che era un anelito, sostituirono le loro vite. Finché entrarono loro dentro e li privarono dell'anima: se foste un uomo di un altro secolo direste invece l'identità. Quando furono completamente svuotati, e la loro civiltà è collassata su sé stessa, provarono a liberarsene imbarcandone su quelle navi: ne fecero commercio... Trasportandone negli altri mondi naufragarono nel vostro.»

Non per niente è uno come Abdul Alhazred che vuole (spoiler spoiler!) costruire altri mostri, "Ma a Cristoforo insospettì che guardasse alle sculture con il disprezzo, con il fastidio, che aveva sempre per ciò ch'è pratico e ch'è concreto; la insofferenza per le manovre durante il viaggio e l'impazienza finché montarono l'accampamento." Uno come Alhazred, insomma, che disprezza il lavoro pratico fatto dall'uomo, che vuole automi al suo servizio e che, nonostante la sua antichità, somiglia troppo a certi datori di lavoro moderni.

Questo rispecchia quello che diceva Frank Herbert riguardo le macchine, ovvero che "i costruttori di macchine corrono sempre il rischio di diventare loro stessi macchine". E questo perché lavorando con le macchine si finisce per trattare anche gli altri esseri umani come macchine, e a pretendere che si comportino come tali.

Da ricordare, al giorno d'oggi, tra automazione e crisi del lavoro...

mercoledì 25 gennaio 2017

Segnalazioni: Doom e Golden Axe

Vi segnalo che potete trovare in rete due miei articoli riguardanti dei videogiochi.


Il primo è la mia recensione del nuovo Doom. Sono sempre stato un grandissimo appassionato della serie – il primo Doom mi capita ancora di rigiocarlo, ogni tanto – e quindi per me era quasi obbligatorio procurarmi il nuovo titolo. Ho dovuto aspettare un bel po'. Prima per mettere da parte i soldini necessari per potermi comprare un pc nuovo: ho iniziato a risparmiare qualcosa come due anni prima che uscisse. Tutto colpa della id Software che pompa al massimo i suoi gingilli. Poi ho dovuto attendere per avere il gioco in saldo per il Black Friday 2016. Ne è valsa la pensa perché questo Doom ha soddisfatto pienamente le mie aspettative. È il degno erede del gioco originale del 1993.

Potete leggere la mia recensione sull'Horror Magazine.

L'altro articolo, uscito per l'Italian Sword&Sorcery (di cui avevo parlato anche in passato) riguarda la mitica saga di Golden Axe, che chiunque bazzicava per baretti o sale giochi negli anni '80 e '90 deve aver visto almeno una volta.
Potete leggere qua l'articolo.

Nel caso vi sia salita la nostalgia, potete trovare alcuni Golden Axe giocabili online ai seguenti siti:

Golden Axe

Golden Axe 2

Golden Axe 3



Per oggi è tutto, alla prossima!

venerdì 13 gennaio 2017

Gli Universi di Ailus. Heroic Fantasy Vol.1

Francesco La Manno e Alessandro Iascy hanno creato nel giugno dell'altro anno il sito Italian Sword and Sorcery, con l'intenzione di rilanciare l'attenzione verso questo genere in Italia. Oltre a interessanti articoli sulla storia del genere e sulle più interessanti opere S&S, Francesco e Alessandro hanno iniziato a selezionare racconti per creare delle antologie di spada & stregoneria. La prima a essere pubblicata è stata "Gli Universi di Ailus. Heroic Fantasy Vol.1", pubblicata da Ailus Editrice.


L'antologia contiene otto racconti di autori italiani e due saggi, ed è arricchita da illustrazioni di vari artisti. Questi i racconti presenti:
  • L’Uomo dal Pugnale d’Oro di Mauro Longo
  • L’Orrore Volante di Paolo Motta
  • La Cripta dell’Arcimago di Andrea Gualchierotti e Lorenzo Camerini
  • Il Canto dell’Ultima Primavera di Donato Altomare
  • Vittime Imperiture di Alessandro Forlani
  • Il Tempio di Premaliuk di Francesco La Manno
  • Il Cavaliere Decollato di Massimiliano Gobbo
  • Ridi, Luttuosa, e Io Verrò da Te di Francesco Brandoli

L'antologia è una buona occasione per fare il punto (d'inizio?) dello Sword & Sorcery Italiano. Cosa si può trovare? I capisaldi del genere, ovvero intrepidi guerrieri che combattono negromanti e sortilegi, ci sono, e sono rivisti in chiave italica, sia prendendo spunto dall'Antico Mediterraneo (Mauro Longo) che dall'Italia Medievale (Donato Altomare e Max Gobbo), senza dimenticare un passaggio per il post-apocalittico (Paolo Motta). Assieme agli altri racconti presenti (Andrea Gualchierotti, Lorenzo Camerini, Alessandro Forlani, Francesco La Manno e Francesco Brandoli) presentano un’ampia gamma di tematiche e stili narrativi per fare felici tutti i lettori.

La mia preferenza va al racconto di Paolo Motta, L'Orrore Volante, per il semplice fatto che le due protagoniste, due bischere interessate sopratutto a fare l'amore, mangiare e guadagnare, e solo occasionalmente sconfiggere qualche nemico, sono troppo simpatiche, con la loro carica di irriverenza e sensualità.

Non me ne vogliano gli altri autori.

I due saggi sono uno su Il Signore delle Tempeste di Tanith Lee, di Stefano Sacchini, mentre l'altro, a opera di Francesco Coppola, fa il punto sul Med-Fantasy: argomento che in un'antologia come questa non poteva mancare.

Finiamo con le illustrazioni a opera di Serena Binotto, Mariacristina Denicolai, Mauro Dell’orto e Marco F. Caporale: nani, castelli e guerrieri a supporto del tema dell'antologia. Particolarmente interessanti sono Fuga, di Mariacristina Denicolai, quasi una storia a sè, e il Cavaliere Senza Testa di Marco F. Caporale, che cita il celebre Death Dealer di Franzetta aggiungendo un tocco ancora più macabro, se possibile.

martedì 1 marzo 2016

1994

Avevo 13 anni, una paghetta striminzita e tanta voglia di avventura. Mi buttai su libri, fumetti e videogiochi. Pensandoci adesso, fu allora che iniziò la mia passione per la fantascienza e il fantastico.

In particolare, all'epoca iniziai a comprare:

 Nathan Never. Mio cugino (e chi altri?) me lo aveva fatto scoprire l’anno prima, imprestandomi alcuni albi, ma io ero rimasto ancora attaccato al classico Topolino. Ma nel 1994 finii in ospedale per uno strano incidente che aveva coinvolto un albero di ciliegie, un tornio e un album di figurine. Dovetti rimanere due settimane in ospedale. Per ammazzare il tempo mi feci portare diversi fumetti tra cui l’ultimo Nathan Never uscito, Tragica Ossessione. Fu vero amore, tanto che da allora non ho più smesso di comprarlo. L’ambientazione cyberpunk, il protagonista melanconico che si interroga sul futuro tecnologico dell’uomo, il sentimento che veniva messo nelle storie dai tre sardi mi sono rimasti dentro, anche adesso che la serie è cambiata e non è più quella di una volta.

La compagnia del fantastico, collana edita dalla Newton&Compton, 100 pagine a 1000 lire. Prezzo basso, qualità infima, traduzioni spesso vergognose (come appresi in seguito, da ragazzino non me ne accorsi). Ma almeno mi fecero conoscere Lovecraft, van Vogt, Howard, Tanith Lee, Zelazny e tanti altri . Di Lovecraft e Howard lessi tutto negli anni successivi, e devo dire che mi è sempre rimasta una certa simpatia per van Vogt, per il ritmo incalzante delle sue storie. Finita la collana nel 1996 ho deciso di passare “al livello successivo” e ho iniziato a procurarmi i volumi di fantascienza pubblicati da da Elara, Nord, Fanucci e Mondadori, preferibilmente recuperandoli in vecchie librerie di libri usati. La paghetta era sempre striminzita.

IASFM, che come gli appassionati di fantascienza sanno (o dovrebbero sapere) sta per Isaac Asimov Science Fiction Magazine. La celebre rivista americana ha avuto diverse edizioni italiane, da ragazzino seguivo quella pubblicata dalla Phoenix di Bologna a partire dal Maggio 1994. Per me è rimasto l’archetipo di rivista di fantascienza: racconti, qualche romanzo, recensioni e articoli. Nella giusta combinazione li ho ritrovati solo, a distanza di anni, nella rivista Robot pubblicata ora dalla Delos.

DooM. Non è una lettura, ma non potendo viaggiare soddisfò all'epoca la mia voglia di avventure. Uscì nell’ottobre del 1993, nel 1994 lo giocai a casa di mio cugino (sempre lo stesso). Da allora non ho più smesso. Ho giocato tutti i giochi della serie, più gli altri giochi basati sullo stesso motore grafico, i sequel, e più o meno tutti i mod usciti, più ne ho creati un bel po’ io stesso.

Adesso invece ho qualcosa più di 33 anni, una paga striminzita e tanta voglia di avventura.

Cosa posso leggere?

sabato 13 febbraio 2016

La Vendetta dello Stregone

Un bel giorno ho appreso che "Cherifa" è un tipico nome algerino, e ho subito pensato "Se una è Cherifa di nome, perché non può essere Sceriffa anche di fatto?": mi sono immaginato questa tizia con un burqa addosso (tanto noi viviamo di cliché), revolver in mano, stella appuntata sul petto che cavalca nel far west americano.

Ho lavorato un po' sull'idea: il burqa è diventato un niqab e ho cambiato la nazionalità della sceriffa; ho aggiunto uno stregone navajo vendicativo e delle teste volanti assassine, che non fanno mai male. 

Quel quel che ne è venuto fuori si intitola La Vendetta dello Stregone e lo potrete leggere nell'ebook, pubblicato dalle Edizioni Imperium, in vendita dal 15 Febbraio 2016, su Amazon e sui maggior store online.

La bellissima copertina è opera di Alessia Coppola.

lunedì 21 dicembre 2015

Racconti di sei parole


Qualcuno ha postato questa immagine su Facebook, e mi sono scatenato. Ecco qui i sette raccontini di sei parole ciascuno che mi sono venuti in mente:


Vendesi essere umano, ultimo esemplare disponibile.

*

Un alito sul collo. Sono solo? 

*

Basta! - mi supplicò. Ma io continuai. 

*

Vendesi paletto di frassino. Mai usato. 

*

Arrivarono i mostri. Erano come noi. 

*

Causa morso sul collo vendesi specchio. 

*

Qualcuno posta storie a mio nome.

sabato 8 agosto 2015

Piccole soddisfazioni

Visto che non si vive di sola ingegneria e di sola scrittura, nel tempo libero mi dedico al level design. 

Nello specifico, creo mod per quel vecchio ma immortale capolavoro che è DooM. Anche se il gioco è vecchio di 20 anni, la modding community è ancora molto vivace e creativa, anche grazie ai vari source port che hanno aggiornato le capacità del gioco a cose impensabili negli anni '90.

Qualche mese fa il sito Realm 667 ha indetto il concorso DoomJà-Vu, che consisteva nel creare un livello per Doom basato su un layout fornito dagli organizzatori. C'erano in palio anche gustosi premi, quali pupazzeti dei mostri del gioco o dipinti delle cover.

Ho partecipato al concorso con la mia mappa Black Magnetic, della quale potete vedere qui alcuni screenshots:

        

E ho raggiunto il quarto posto. Il premio? Il poster di Ultimate Doom, firmato dai membri della id Software.



Andrà a decorare le pareti della mia casa.

lunedì 20 aprile 2015

Castlevania: Lords of Shadow 2

Il videogioco che vi consiglio questa settimana è Castlevania: Lords of Shadow 2, del quale potete leggere la mia recensione su Horror Magazine:

"Questo nuovo Lords of Shadow è uno hack'n'slash adrenalinico dove, per la prima volta in Castlevania, si interpreta il nemico tradizionale della saga, Dracula, una creatura che non trova posto né nel mondo degli uomini né all'inferno."

Eccovi alcuni screenshot del gioco:







lunedì 9 marzo 2015

Among The Sleep

Questa settimana vi consiglio il videogioco Among the Sleep, creazione dello sviluppatore norvegese Krillbite Studio.
Among the Sleep...

è un survival horror in prima persona che ha come protagonista un bambino di due anni. Una sera, dopo essere stato messo nella culla dalla madre, il bambino si sveglia e inizia a vagare per la casa. La madre sembra essere sparita e ci si accorge presto della presenza di qualcosa di oscuro. In breve ci si trova catapultati in una dimensione onirica piena di mostri e puzzle da risolvere.
Potete leggere il resto della mia recensione su Horror Magazine.

Alcuni screenshot del gioco: