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giovedì 18 gennaio 2018

Crypt Marauders Chronicles: l'antologia


Riporto dal sito Heroic Fantasy Italia:
Le avventure delle Crypt Marauders Chronicles si svolgono in Thanatolia, un continente utilizzato da sempre come cimitero. Vi si trovano sepolcri, cripte, sarcofagi, tombe, catacombe, mausolei, cenotafi, ossari ricchi di tesori e pericoli, che si estendono per chilometri. Sorgono al centro di un deserto fatto di cenere, le ceneri dei morti cremati da millenni…
I vivi abitano solo in due città, presenti ai capi opposti della Thanatolia, da dove partono gli avventurieri alla ricerca dei tesori. C’è un ricco mercato per i reperti, che vengono esportati in tutto il mondo, e per le mappe delle tombe e dei tesori. Nessuno sa perché le civiltà passate abbiano deciso di erigere lì le loro tombe. L’usanza è presente solo in parte nell’epoca attuale, ed è una tradizione che risale all’Antico Impero, che aveva dominato il mondo ed è crollato millenni prima.
Quelle di Thanatolia e delle Crypt Marauders Chronicles sono avventure in stile Sword&Sorcery, ma con una netta componente orrifica e raccapricciante, in cui la morte, i cadaveri, le aberrazioni e il cannibalismo la fanno da padroni.
Ideatori e organizzatori di questa iniziativa sono infatti Alessandro Forlani, scrittore raffinatissimo e blogger de Il Grande Avvilente, e Lorenzo Davia, anche lui blogger e scrittore.
Il progetto Crypt Marauders Chronicles si concretizzerà presto con una prima antologia di racconti ambientati in Thanatolia. Questa sarà pubblicata da Watson Edizioni e curata da Alessandro Iascy con il supporto dell’editor Annarita Guarnieri.
L’antologia vedrà la partecipazione di diversi bravi autori del fantastico italiano: oltre ai due ideatori del progetto Alessandro Forlani e Lorenzo Davia ci saranno anche i racconti di Alberto Henriet, Mauro Longo, Luca Mazza, Fabio Andruccioli, Laura Silvestri e Domenico Mortellaro illustrati dal bravo Alex Reale.
E se tutto questo parlar di necropoli e avventurieri vi piace, restate da queste parti e magari mettetevi a scrivere anche voi. Il progetto Crypt Marauders Chronicles è, infatti, anche e soprattutto, un progetto “aperto” a chiunque volesse partecipare, con queste regole d’ingaggio: se vi stuzzica il background, e volete inoltrarvi a scrivere nella necropoli di Thanatolia, equipaggiatevi di grimorio e spada e sarete i benvenuti!
Potete inviare i vostri racconti alla mail heroicfantasy@outlook.it i migliori saranno pubblicati qui sul blog di Heroic Fantasy Italia (che ospiterà un intera sezione dedicata a Thanatolia e le sue storie) e i loro autori potranno essere assoldati per partecipare a futuri progetti editoriali da noi patrocinati.
*Per il presente articolo si ringrazia per la collaborazione Mauro Longo
Illustrazione di Alex Reale

mercoledì 9 agosto 2017

Mummie, indemoniate e laghi di montagna

In città fa caldo, troppo caldo: dicono sia l'estate più calda degli ultimi non-so-quanti anni. 38.8°C. All'ombra.

In queste condizioni è difficile anche solo pensare. E quindi si parte per una gita su al nord, in Friuli e in Carnia, per prendere un po' di fresco e magari vedere qualche luogo interessante, in compagnia della mia amata Red Sonia.

(quasi)

Prezioso aiuto per pianificare la gita: La Guida Insolita del Friuli, di Renato Zanolli, piena di notizie e aneddoti interessanti su quelle terre.


La prima tappa è Venzone, dove sono conservate le famose Mummie.
Nel 2017 Venzone ha vinto il premio come comune più bello d'Italia. Non è il primo premio che abbia vinto: nel 1965 è stato nominato "Città Monumento d'Italia" dal Ministero della Pubblica Istruzione, per l'importanza storica, architettonica e culturale. Nel 1976 il borgo è stato devastato dal famigerato terremoto, ma in una decina d'anni è stato ricostruito pietra per pietra.

Non ho fatto foto delle mummie, e tanto meno selfie, perché un minimo di decoro ce l'ho ancora. Vi mostro però un paio di immagini tratte da internet:



Le mummie risalgono al 1300, e sono state scoperte nel 1647 durante alcuni lavori nel Duomo di Venzone. La loro conservazione è dovuta a un fungo (l'Hypha Bombicina Nigra Pers) che ha "il potere di disidratare i corpi nel breve tempo di 12-14 mesi," cito dal Zanolli, "facendo pergamenare la pelle dei corpi sepolti."
Nel 1800 furono estratte una quarantina di mummie, portate poi in giro per il mondo: alcune finirono all'Università di Padova, altre in musei e chiese di Parigi e Vienna.
Al giorno d'oggi cinque mummie sono visibili nel sottosuolo della Cappella di San Michele.


(il Vostro Eroe tra i ruderi della Chiesa di San Giovanni Battista)

(particolare inquietante nel Duomo di Sant'Andrea)

Piccola curiosità: nel 1957 a Venzone furono fatte delle riprese per il film Addio Alle Armi, tratto da Hemingway.

Dopo Venzone la tappa successiva è stata il Lago di Cavazzo, dove il vostro eroe si è potuto godere un relax totale, mettendo i piedoni a mollo nelle acqua ghiacciate del lago e guardando le folaghe.


Visto che si trovava là vicino, abbiamo fatto visita anche al Lago di Verzegnis.


E proprio riguardo Verzegnis, il Zanolli racconta un'interessante storia riguardante le Indemoniate che infestarono quei luoghi nel 1878. Per farla breve, "le ragazze più giovani e più belle (...) diedero segni d'insofferenza, cui facevano seguito attacchi isterici."

Quando la situazione divenne insopportabile, gli abitanti di Verzegnis chiamarono in aiuto, nell'ordine: un esorcista, il parroco, il sindaco, un inviato della Prefettura di Udine e il Capo distretto di Tolmezzo. Esorcismi, messe, gavettoni di acqua santa furono inutili. Le donne continuavano a comportarsi come indemoniate.

Alla fine decisero di venire a patti col demonio. Le donne si sarebbero comportate bene. In cambio, "il diavolo chiedeva bevande alcoliche, piatti gastronomici speciali con spezie e dolci patronali" per il consumo delle indemoniate. Il diavolo ottenne anche che le sue… “possedute” avessero una diaria giornaliera da spendere... nell'osteria del paese.
Avete capito?

Ma non eravamo ancora contenti. Ci siamo spostati quindi in Veneto, prima a Cima Sappada, poi direttamente presso la sorgente della Piave (sì, è femminile, rassegnatevi). Riporto qua una nota curiosa trovata sul blog Amare La Terra di Francisco Merli Panteghini:
Dove nasce la Piave? Qual è la sua sorgente? Dal monte Peralba scendono infatti due torrenti, grosso modo dalle stesse quote ma da due versanti diversi. Si incontrano appena fuori Sappada. Dopo la guerra la furia celebrativa non potè tollerare che il virile fiume che aveva difeso eroicamente l'Italia non avesse una madre certa (cioè una sorgente unica). Così una commissione ministeriale determinò l'attuale sorgente della Piave, dando all'altro torrente il nome di Piave di Visdende, con sdegno di quei valligiani che sostenevano la superiorità del loro corso d'acqua. 
Subito dopo la guerra fu anche cambiato il genere del fiume, a opera di Gabriele D’Annunzio, “poiché il simbolo che rappresentava la vittoria doveva necessariamente avere attributi maschili." (Wikipedia).

(il Vostro Eroe che si rilassa)