mercoledì 26 gennaio 2022

Kali Yuga


Ho letto Kali Yuga di Caterina Mortillaro edito da Calibano Editore.

“Giulia, editor per un’importante casa editrice, scova da un antiquario milanese un romanzo fantascientifico di inizio Novecento ambientato in India, “Kali Yuga”. Ma se è davvero fantascienza, perché ciò che racconta incomincia ad avverarsi? Perché il destino di Giulia s’intreccia fatalmente con quello di Florien, avvocato franco-indiano esperto di crimini informatici? E qual è il vero scopo dell’uomo che si nasconde dietro lo pseudonimo di Kalki? Due uomini e due donne lotteranno contro il tempo per scongiurare la fine del mondo in un fantathriller con venature esoteriche, che si dipana tra Milano, l’India, gli Stati Uniti e Puerto Rico e in cui s’intrecciano diversi piani temporali fino all’inesorabile finale.”

Tre sono le correnti che scorrono in questo romanzo. La prima è la storia d’amore che sgorga tra i due protagonisti, Giulia e Florien. La seconda il fantathriller, con indagini informatiche e sul campo (anzi sui campi visto che si viaggia molto), sparatorie, azione! L’ultima è quella soprannaturale: antiche formule vediche che hanno permesso all’autrice del libro Kali Yuga (cioè non Mortillaro, ma l’autrice del libro Kali Yuga all’interno del libro Kali Yuga – chiaro no?) di vedere il futuro e scrivere il suo avviso dell’apocalisse imminente per i posteri.

Questi tre elementi si sostengono a vicenda e permettono di parlare da più angolazioni del Destino – quello con la D maiuscola. Ma il Destino è un concetto astrato, sul quale si potrebbe filosofeggiare a vuoto per ore. In Kali Yuga il Destino prende forma in un libro: è lì, oggettivo e verificabile, che dice ai protagonisti quello che sta accadendo loro e quello che accadrà.

Deve proprio essere un Libro a dirmi cosa devo fare, di chi devo innamorarmi, che fine farà il mondo? Ma non si basano proprio su dei testi sacri numerose religioni? Ogni personaggio del libro ha il suo codice (anche qui, una parola che indica un tipo di testo) religioso, culturale, attraverso il quale interagisce con il mondo – e un codice stesso è il virus informatico che i cattivi vogliono usare per cancellare l’Internet (a sua volta, un (iper)testo).

Ogni personaggio del libro propone un punto di vista diverso su come rapportarsi con questo insieme di Codici e Libri. Diliv Odda (personaggio negativo e disgustoso), si pone in maniera molto critica: per lui i testi sacri dell’Induismo sono solo parole manipolabili come preferisce (poi lo scopriamo maltrattare la protagonista esattamente come maltratta i Veda). Kalki, l’avversario, crede così tanto al Kali Yuga da volerlo anticipare: in maniera contorta vuole che il testo diventi realtà, non importa quanta violenza debba applicare per realizzare il suo scopo.

Florien non regge l’idea che il suo amore per Giulia sia predeterminato. Da un certo punto di vista è l’opposto di Kalki in quanto il suo è uno sforzo in direzione opposta a quella del Destino. Ovviamente non potevo fare a meno di shippare i due protagonisti e tifavo perché vincesse il cuore che batte e non la mente che cerca di capire quello che legge.

Come ultima nota,  mi ha fatto piacere leggere di personaggi che si comportano in maniera adulta, anche e soprattutto in campo amoroso, liberi di scegliere cosa fare e con chi evitando di essere ossessivi, maniaci, bigotti o bacchettoni. Guardo poca TV, ma quel poco che vedo mi pare dominato da comportamenti adolescenziali che mi hanno stancato. Forse sto diventando vecchio.

venerdì 17 dicembre 2021

Empire


Migliaia di anni nel futuro, un potente dispositivo giace smontato e nascosto su più mondi. Qrelon, il cui pianeta è stato distrutto dall'Impero, guida un piccolo gruppo di ribelli che rischia tutto per raccogliere i pezzi e ricostruire la macchina che, una volta completato, sarà l'unica arma abbastanza potente da distruggere il computer delle dimensioni di un pianeta che gestisce l'Impero. Wryn, uno studente di archeologia, viene scelto dall'Impero per assassinare il capo dei ribelli.

Empire è una graphic novel scritta da Samuel Delany e disegnata da Howard Chaykin, disegnatore DC, Marvel Heavy Metal (rivista e film) e Guerre Stellari. Delany era appassionato di fumetti e amico di lunga data con Chaykin. I due videro Empire come un’ottima occasione per sperimentare qualcosa assieme. Joe Jusko aiutò Chaykin con la colorazione, mentre Byron Preiss (il primo editore di Empire) riscrisse un buon 40-50% del testo di Delany.

È stata pubblicata nel 1978 da Byron Preiss Visual Publications.

Racconta in un centinaio di pagine, ognuna divisa in tre vignette, una storia fortemente ispirata a Guerre Stellari: un Impero malvagio che deve essere sconfitto e una banda di ribelli che lottano contro ogni possibilità.


L’unico passo in più rispetto a Guerre Stellari è la forte considerazione di come un’Impero, più che sulla forza brutta, debba basare il suo potere sulla gestione e manipolazione dell’informazione. La ribelle Qrelon ha come obiettivo non quello di distruggere un’arma di distruzione di massa come la Morte Nera, ma i database imperiali usati per controllare le popolazioni assoggettate.

Empire abbandona i baloons per i dialoghi a favore di riquadri di testo che sostanzialmente falliscono nel darle un’impostazione più seria e letteraria. Viene considerata una delle prime graphic novel statunitensi, ma visto che non la comprò praticamente nessuno la sua uscita passò inosservata e non ebbe alcuna influenza sullo sviluppo del genere.

È una pubblicazione interessante per uno studioso dell’opera di Delany per come il linguaggio dell’autore viene tradotto visivamente (e, viceversa, come le immagini vengono narrate).


Piccola curiosità: una storia prequel di Empire, che narra il passato di Qrelon, è stata pubblicata sulla rivista Epic Illustrated nel numero 2 dell’estate 1980, col titolo Seven Moons’ Light Cast Complex Shadows, sempre disegnata da Chaykin.

Uscite thanatoliche di Dicembre

Vi segnalo qui l'uscita di ben due miei racconti ambientati a Thantolia, la prima vera ambientazione open source sword&sorcery italiana, che ho creato assieme ad Alessandro Forlani.






Per un pugno di polvere, edito da Delos con la curatela di Giorgio Smojver, contiene tre racconti di Alessandro e il mio "Nulla è nell'intelletto che non fu già nei sensi".

Ho fatto un esperimento letterario: ho messo come Punto di Vista quello di un protagonista che non capisce assolutamente niente di quello che gli sta accadendo attorno, e che rimane capace di concepire solo i più basilari principi fisici – reazioni chimiche, composizione elementare e relazioni geometriche. 

Da questo punto di vista particolare (e che ha la sua spiegazione alla fine) ne è uscito un racconto macabro e divertente al tempo stesso. Un esperimento, come dicevo, ma penso che lo scrittore debba essere sempre uno scienziato, uno sperimentatore: altrimenti non serve nemmeno mettersi a scrivere.

Alessandro Forlani e Lorenzo Davia, gli inventori di Thanatolia, tornano sul luogo del delitto. Città perdute nel deserto, spettri e ghoul, amori nelle tombe, orge necrofile nei palazzi, entità incomprensibili e incompetenti, poesia della crudeltà e humour nero in quattro storie dal Continente dei Morti.

 


Soundscapes - Storie fantastiche da panorami musicali, antologia curata da Giorgio Sangiorgi, contiene racconti ispirati a una serie di brani musicali composti da autori italiani. Dentro vi potete leggere il mio “Birra con Cerianta”.

Il brano che mi ha ispirato è stato See You - Central Unit di Enrico Giuliani e Natale Nitti:

Un'atmosfera di attesa, un tentare di farsi coraggio bevendo alcolici, in qualche bar o locanda poco frequentata. Tu e il barista, a discutere di vita e di filosofia, tutto pur di non affrontare la realtà fuori dalla porta – che nel caso di Thanatolia è fatta di morte e cimiteri.

Edizioni Scudo a Maggio del 2021 ha promosso un concorso letterario atto a collegare il mondo della musica con quello della letteratura fantastica che si è chiuso a Settembre.
Dopo aver addirittura messo le basi per un’etichetta discografica di Edizioni Scudo (iniziativa che in futuro cercheremo di ampliare per portare nel mondo della musica le stesse logiche di libertà editoriale che abbiamo applicato alla letteratura e alla grafica), abbiamo selezionato dei musicisti che ci hanno concesso l'uso delle loro opere per una compilation di brani musicali, chiedendo poi agli scrittori di lasciarsi ispirare da uno dei brani della raccolta musicale - che può essere ascoltata e scaricata gratuitamente qui:
shieldrecords.bandcamp.com/releases
Il risultato è un’antologia che ha attirato l’attenzione di molti autori ricchi di esperienza, pubblicazioni e riconoscimenti, forse perché soprattutto un autore di esperienza può comprendere l’intima sfida che gli avevamo proposto.
Godetevi dunque l’effetto di quest’impresa, che alle volte ha visto gli autori mettere in campo persino i musicisti stessi, e che ci conduce verso quei confini della realtà che amiamo solcare ogni volta che ce n’è data occasione.

Con racconti di (in ordine di apparizione):

Roberto Zocca, Alessandro Schümperlin, Simone Orlandi, Marco Milani, Carlo Alberto Bentivoglio, Massimo Donda, Edoardo Rosati, Adriano Muzzi, Massimo Acciai Baggiani, Carlo Menzinger, Roberto Furlani, Paolo Durando, Marco Bertoli, Lorenzo Davia, Nicola Lombardi, Maddalena Antonini, Danilo Arona, Annarita Stella Petrino, Rino Casazza, Angelo Marenzana, Giuseppe Massari, Mariano Rampini, Raffaele Formisano, Roberto Frini, Lorenzo Gallus, Gino Andrea Carosini, Andrea Cavallini, Gianpaolo Roselli, Antonella Radogna, Andrea Andreoni, Davide Tarò, Maurizio Matassi, Tamara Vitacchio, Giacomo Federico Rubini, Bruno Vitiello, Luca Oleastri.

sabato 27 novembre 2021

Uscite varie di novembre

I Pirati dei Calabi-Yau: La Maledizione del Primo Portale

È uscita l'antologia Il Fiore della Quintessenza a cura di Sergio Mastrillo.

I Pirati dei Calabi-Yau: La Maledizione del Primo Portale è il mio racconto a tema multidimensionale che potrete leggere assieme ad altre 15 storie di altrettanti autori.

Di cosa parla i Pirati di Calabi-Yau? Di un impero multidimensionale e dei pirati ribelli che lo contrastano, e di un povero ricercatore sottopagato e precario che finisce in mezzo a scontri più grandi di lui...

Il Fiore della Quintessenza
Antologia di racconti fantascientifici a tema Mondi Paralleli/Multiverso
a cura di Sergio Mastrillo
D. Altomare, S. M. Barbacetto, T. C. Blanc, L. Davia, D. Del Popolo Riolo, L. De Santi, I. Drago, A. Forlani, E. Gastaldi, L. Marinelli, M. Morellini, I. Petrarca, G. Repetto, R. Vezza, A. Viscusi, S. Vita
ISBN edizione cartacea: 9788833468990
ISBN edizione eBook (ePub & Mobi): 9788833469010

“Immagina l’intero universo racchiuso in un punto microscopico che viaggia lungo un petalo. Immagina sedici petali con centinaia di universi che s’intrecciano. Stami e Pistilli che si allungano dai vertici di un Ipercubo e zampillano nella Quinta Dimensione. Ecco, ora vedrai una corolla. Immagina strane voci che raccontano sedici storie di mondi incredibili. Remote frequenze. Proiezioni parallele. Crocevia del Sense of Wonder. Ora sentirai la musica del Multiverso. Ecco, ora vedrai un Fiore della Quintessenza.”

Antologia che raccoglie sedici racconti inediti scelti tra i migliori autori di fantascienza in Italia.
Storie che aprono le porte della percezione verso mondi in cui è sempre facile perdersi.
In queste nuove, surreali dimensioni le regole che conosciamo non valgono più, se non per avere un termine di paragone.

Il tempo che occorre a una lacrima per scendere, mio racconto vincitore del Premio Viviani 2019, è uscito nell'ultimo numero della rivista Andromeda, pubblicata da Lettere Elettriche e curata da Alessandro Iascy.





venerdì 19 novembre 2021

Guai su Tritone

Triton è stato scritto da Samuel Delany nel 1974 e pubblicato solo nel 1976, dopo Dhalgren.

Il titolo originale doveva essere Trouble on Triton, a imitazione del titolo dell'opera Trouble in Tahiti di Leonard Bernstein.

Fu accorciato in Triton perché la casa editrice, Bantam Books, preferiva titoli di una parola (come Dune o Dhalgren). Delany aggiunse il sottotitolo "un'ambigua eterotopia", richiamando il romanzo di Ursula Le Guin "The Dispossessed, An Ambiguous Utopia". I due romanzi hanno numerosi punti in comune: entrambi mettono in scena una società "utopica" e i relativi problemi che un singolo potrebbe avere vivendoci dentro.

Delany aveva già scritto una prima stesura di Triton quando lesse Dispossessed; notando i punti in comune modificò alcuni dialoghi nel suo romanzo e aggiunse il sottotitolo col fine di mettere in dialogo i due romanzi. Dialogo che poi Delay approfondì nella sua critica "To Read The Dispossessed" (scritta nel 1977 e che potete leggere nella raccolta di saggi The Jewel-Hinged Jaw: Notes on the Language of Science Fiction) dove ne notava l’eteronormatività e metteva in dubbio la gender neutrality di Anarres (in realtà era un discorso più complicato, perché Delany leggeva il romanzo di Le Guin in confronto con la sua forma ideale).

Nel futuro c'è una guerra in corso tra le colonie sui satelliti dei giganti gassosi e il pianeta Terra. La colonia su Tritone, Tethys, è neutrale ma potrebbe presto rimanere coinvolta nel conflitto.

Quella di Tritone è una società dove le categorie dell'identità (sesso, genere, religione, età, colore della pelle etc…) possono essere scelte e cambiate a piacere. C'è la massima tolleranza per ogni forma di sessualità e famiglia e la natura fluida dell'identità viene riconosciuta e assecondata.

La libertà personale è quasi totale. C'è addirittura un settore di Tethys dove non si applica alcuna legge e nel resto della colonia le persone posso decidere da sole quali insiemi di leggi seguire.

Triton è una colonia socialista, non manca cibo e rifugio per chiunque e non ci sono tasse.

Pianeti come Terra e Marte sono invece ancora legate alle "vecchie" usanze. La Terra è ancora un patriarcato capitalista, mentre Marte sembra essere un matriarcato.

Il protagonista del romanzo è Bron Helstrom, di origine marziana, bello e biondo. Non riesce a essere felice nonostante su Tritone abbia, in teoria, tutto quello che gli serve.

È anche un insopportabile idiota. Si comporta male con le persone, soprattutto con le donne, autogiustificandosi fino all'impossibile. La sua concezione della vita si basa su potere, privilegio, discriminazione: è una specie di incel moderno, che pretende di essere amato nonostante i suoi difetti, e quando non lo è si arrabbia.

È un narcisista ossessionato dai codici e dalle convenzioni sociali. Non ha nemmeno tutta la colpa dei propri difetti: ha importato fantasie e pregiudizi dalla sua giovinezza su Marte che gli impediscono di resistere alla pressione della libertà disponibile.

Riesce a essere fuori luogo in un luogo dove c’è posto per chiunque.

Si innamora di The Spike, un'attrice di microteatro di strada, e ne diventa ossessionato. Fa licenziare una sua sottoposta solo perché teme che possa fare coppia con The Spike.

Viene rifiutato dall'artista: lui cerca una compagna subordinata all'uomo, cosa che su Tritone è inconcepibile. Entra in crisi: si rende conto di essere talmente unico che nessuna donna potrebbe mai innamorarsi di lui. Il cambio di sesso e orientamento sessuale su Tritone sono delle operazione rapide e semplici: decide di diventare la donna che non riesce a trovare.

Da donna, ovviamente, non riesce a trovare un uomo come lui era. La sua visione della donna è quella di una persona passiva, sottoposta all'uomo, e lei ora la incarna; anche se trovasse il suo uomo ideale non potrebbe approcciarlo e dichiararsi. Rimane quindi una donna insoddisfatta perché nella sua concezione dei ruoli di genere la soddisfazione deve appartenere solo all'uomo.

Mentre Bron ha le sue crisi personali e forse (ma solo forse) incomincia a capire il problema che ha, Tritone e gli altri satelliti vincono la guerra con la Terra, la cui popolazione finisce decimata. Ma sono cose che avvengono sullo sfondo, interessano solo relativamente un egoista come Bron, che addirittura visita la terra con una delegazione di Tritoniani, viene arrestato e torturato mentre alcuni della delegazione sono uccisi. Ma lui si preoccupa solo di rimorchiare The Spike.

Fa un effetto strano: è come se in The Expanse seguissimo le vicende di un bimbominchia incel.

Come descrivere un luogo come Tritone? Delany ci inganna: mentre all'inizio sembra una distopia e l'autore inserisce elementi che ce la fanno pensare come tale (per esempio la registrazione di tutto quello che fanno i suoi abitanti) facendoci credere che Bron sia una brava persona schiacciata dalla società, mentre a un certo punto il lettore si accorge che la società è di ispirazione utopica e che è Bron quello con dei grossi problemi.

E quindi, utopia o distopia? Delany usa il termine Eterotopia, ovvero un altro luogo, un termine (e qua sto copiando da Wikipedia) coniato dal filosofo francese Michel Foucault per indicare «quegli spazi che hanno la particolare caratteristica di essere connessi a tutti gli altri spazi, ma in modo tale da sospendere, neutralizzare o invertire l'insieme dei rapporti che essi stessi designano, riflettono o rispecchiano».

Tritone è un'eterotopia, descritta nella sua tradizione letteraria (Ice Opera, presa in giro della Space Opera), nelle sue usanze esotiche ed erotiche: è un luogo al tempo stesso famigliare e diverso. L'eterotopia non è perfetta come l'utopia, che resta un modello consolatorio ma insufficiente per l'essere umano, ma è invece in costante cambiamento.

giovedì 14 ottobre 2021

The City in the Middle of the Night

The City in the Middle of the Night è un romanzo della scrittrice Charlie Jane Anders, arrivato finalista al Premio Arthur C. Clarke e vincitore di quello Locus nel 2020. Non mi risulta che sia stato ancora tradotto in italiano, e non avendolo visto discusso in giro ho come l’impressione che l’abbia letto solo io, qua da noi.

Il romanzo è ambientato su January, un pianeta a rotazione sincrona dove una faccia è sempre rivolta verso il suo sole mentre l’altra giace nella più totale oscurità.

Un’astronave generazionale proveniente da una Terra in disfacimento raggiunse questo pianeta e ne colonizzò la fascia intermedia, unico luogo dove la temperatura e le condizioni ambientali consentivano la vita umana.

L’assenza di un ciclo giorno notte portò al formarsi di una cultura estremamente rigida dove le ore di sonno e quelle di lavoro sono strettamente regolate con severe punizioni. È la città di Xiosphant. Argelo invece è stata fondata da esuli fuggiti dalla cultura rigida di Xiosphant: è la città che non dorme mai dove ognuno segue i propri ritmi e vige un’anarchia che sarebbe allegra se non ci fossero periodiche battaglie per la supremazia da parte delle nove famiglie più in vista della città.

“The founders of that city had a valid theory of human nature, but they took it too far. That's the problem with grand social ideas in general, they break if you put too much weight on them.”

Villaggi più piccoli sono sparsi nella fascia crepuscolare e contrabbandieri e nomadi tengono i contatti tra queste comunità scambiando beni e idee.

Sophie e Bianca sono due studentesse di Xiosphant e appartengono a un gruppo di rivoluzionari.

“If you control our sleep, then you own our dreams. And from there, it’s easy to master our whole lives”

Sophia si sacrifica auto-accusandosi di una piccola infrazione commessa dall’amica. Lo fa perché crede in lei come futura leader e sotto sotto ne è innamorata. Viene mandata a morire nella zona oscura, ma un gruppo di coccodrilli, alieni del posto, la salvano. Scopre così che i coccodrilli non sono bestie assassine come tutti pensano, ma creature senzienti dotate di una loro cultura e poteri telepatici.

L’altra protagonista è Mouth, ultima rappresentante del popolo nomade dei Cittadini, uccisi da una delle tante minacce del pianeta. Mouth e la sua amica e collega Alyssa devono inventarsi sempre nuovi modi per sopravvivere ai pericoli del pianeta e a quelli delle città.

The City in the Middle of the Night segue le avventure delle protagoniste da Xiosphant, attraverso i pericoli della zona del crepuscolo fino all’anarchica Argelo, e di ritorno a Xiosphant per abbattere la dittatura. Sophie approfondirà il suo rapporto con Bianca e con la cultura aliena, della quale diventerà portavoce dopo essere diventata un ibrido umano-alieno.

Il grosso del romanzo sono le relazioni tra le quattro protagoniste: la dinamica tra di loro segue uno schema fisso che viene ripetuto di continuo.

A si fida di B.
B tradisce A.
A dice a B come il tradimento l'ha fatta sentire.
B promette che non tradirà più A.
(Ripetere)

E fa male vedere i personaggi (sopratutto Sophie) continuare a fare sempre gli stessi errori, continuare a fidarsi della persona sbagliata (nel caso di Sophie, Bianca), chiudersi in una relazione tossica dall'inizio alla fine della storia.

Ma è un po' il tema del romanzo: come le relazioni umane, sia quelle personali tra individui che quelle sociali all'interno di una comunità, tendano a degradarsi. La Terra è in pessime condizioni quando viene abbandonata, gli esuli si dividono per etnia e si massacrano già nel viaggio in astronave, entrambe le città sono sogni andati a male su un pianeta in precario equilibrio ambientale.

Gli unici che tengono duro sono gli alieni Gelet, con la loro telepatia e il loro modo di concepire il tempo e lo spazio.

Dopo tutte le peripezie Sophie giunge alla conclusione che si deve comunque tentare di avere relazioni con gli altri, di costruire qualcosa con loro: “To join with others to shape a future is the holiest act”

Uscite varie di Ottobre


Manifesto, la rivista di Ignoranza Eroica, la startup letteraria spurgata dalle menti di Jack Sensolini e Luca Mazza.
Racconti! Storie a bivi! Fumetti! È come Topolino, ma con la gente che crepa male.
Ci sono dentro anch'io con il racconto Amore, Morte e l'Aggiornamento Software, l'unico tech-queer islamo-comunista post-connettivista che potrete mai leggere in eTalia.

Il MANIFESTO di Ignoranza Eroica – Libri Letali.
Atmosfere grimdark/western del Regno di Taglia agli echi sanguinari di una Terra Santa Pulp, passando per le apocalissi cosplay e i parchi mutanti di Riviera Napalm, il weird rurale di Bucinella – 25.000 abitanti circa e del Grande Nulla Agricolo e la carneficina orrorifica della Prima Guerra Mondiale. Il fantastico si fa sberleffo e lo splatter si mischia al cyberpunk.

Link per l'acquisto sul sito dell'editore.



È uscita l'antologia Alien Thriller, curata da Vito Introna.Le indicazioni fornite da Vito erano semplici:
- racconti ambientati in Italia, possibilmente nella regione di nascita, provenienza o elezione.
- deve esserci un CRIMINE connesso a una presenza ALIENA.

Non ho potuto resistere alla sfida.

E se il crimine compiuto fosse contravvenire alle leggi della logica?
Nel mio racconto Il Barbiere di Grado è sotto indagine perché rade tutti e solo coloro che non radono se stessi, eppure è sempre sbarbato. Proprio come nel Paradosso del Barbiere di Betrand Russel.
A indagare è l'Agente Speciale H. dell'Istituto per la Difesa della Realtà.

E il mio è solo uno dei tanti racconti presenti:
Quale assurda anomalia si cela sotto la chiesa madre di Grado? Chi è il folle sadico che tortura le mandrie di un latifondista abruzzese? Perché ogni notte qualcuno decanta elegie latine nella campagna barese? Una strana follia collettiva sta divorando uno spento paesino sull'Appennino toscano? Chi sono quegli strani giustizieri che combattono il crimine intorno a Bologna? Cosa fa impazzire gli androidi nella pacifica Venezia del domani? Chi ha sgozzato un giovane imbelle in una mite colonia spaziale romana? Da dove arrivano i cupi assassini che imperversano nelle periferie di Roma nord? Un nuovo governo rigorosamente femminista riuscirà ad azzerare il crimine nel bresciano? Chi è il folle mangiatore di uomini che terrorizza l'agro toscano? Nuova Rovigo riuscirà a respingere le insidie di una misteriosa razza autoctona? Chi sono quei misteriosi giganti che si aggirano salmodiando fra antichi templi nuragici? L'obbligato ritorno alle misure anti-Covid basterà a scongiurare i reati sessuali nel modenese?



È uscita anche 404 - FANTASCIENZA NON CONFORME. Per questa sconvolgente antologia curata da Alessandro Forlani ho lavorato sulla dell'ultimo racconto di un amico scrittore recentemente scomparso, Fabio Ulcigrai. È stata una cosa dolorosa ma un doveroso tributo finale, un commiato sofferto verso una persona alla quale le difficoltà della vita non hanno mai tolto la voglia di scrivere.
"Chi scrive fantascienza non ha come scopo quello di predire il futuro, quanto piuttosto di interpretare il presente. A volte, però, il presente spaventa così tanto che si tace, soffocando scenari non solo spiacevoli, ma anche scomodi, per timore di risultare sgradevoli a chi dovrebbe leggerci, o di non essere presi in considerazione da chi decide cosa possa essere pubblicato o cosa no. Con la giusta consapevolezza, che quasi sempre traspare nelle parole degli autori e delle autrici di questi racconti, si può, si deve, parlare di tutto. Del mondo che sta morendo e della popolazione che preferisce raccontarsi storie boccaccesche piuttosto che agire, del nostro corpo che sembra non bastarci più, perché così ci dice la società, della morte, dell’amore, del futuro, del sesso, della politica. Nelle pagine che leggerete ci sono argomentazioni forti: troverete almeno un racconto, almeno un paragrafo che vi farà storcere il naso, che vi costringerà a fermarvi a pensare a quello che state leggendo. Significa che questa antologia ha raggiunto il suo scopo: parlare, confrontarsi, uscire dalla comfort zone. Non sarà una lettura facile, ma sarà una lettura interessante."
E' un estratto della prefazione di Angela Bernardoni a un progetto cui ho lavorato in questi mesi: un'antologia di fantascienza "non conforme" a cui partecipano dieci tra gli autori italiani più interessanti: Linda De Santi, Alberto Della Rossa, Irene Drago, Giuliana Leone, Maico Morellini, Ilaria Petrarca, Ambra Stancampiano, Lorenzo Davia, Andrea Viscusi e Simone Volponi.
Un volume che (im)modestamente sono convinto che resterà e di cui si parlerà. Un volume che potrebbe diventare un cult.
Per questo motivo, "404 - FANTASCIENZA NON CONFORME" esce con dieci diverse illustrazioni di copertina firmate da Martina Biondini.
Ciascuna copertina è dedicata a uno degli autori e racconti dell'antologia. Il lettore può scegliere la copertina che preferisce.
Affrontate il futuro.