The Jinn-Bot of Shantiport è un romanzo di Samit Basu, scrittore, regista e sceneggiatore indiano.
Il romanzo è arrivato finalista ai premi Locus, Dragon e Goodreads Choice nel 2024.
La storia è ambientata in un lontano futuro su un pianeta colonizzato dagli esseri umani, nella città di Shantiport.
Shantiport è una grande città che sta venendo lentamente inghiottita dal suo fiume, il meglio è ormai nel suo passato, con aristocrazia, mafiosi e gente comune che si dividono le ultime ricchezze e le ultime glorie.
È un luogo dove chiunque è posto sotto continua sorveglianza tramite cimici e microdroni, e la privacy è uno status quo.
I protagonisti sono Lina, umana, e Bador, scimmia robot, sorella e fratello provenienti da una famiglia vittima, una decina di anni prima, di un cambio di regime. Il loro padre si era unito alla ribellione ed era stato fatto sparire quando il Clan Tigre aveva preso il potere. La famiglia vive da reietta sociale, la madre Zohra agli arresti domiciliari e i fratelli sotto scrutinio da parte delle Tigri, una via di mezzo tra un partito politico e un'organizzazione mafiosa.
Bador è un bot, costruito dai genitori di Lina, e viene trattato come membro della famiglia a tutti gli effetti. I robot infatti vivono a Shantiport e, sebbene non abbiano gli stessi diritti degli esseri umani, sono spesso trattati alla pari. Bador però è ossessionato dai diritti dei bot, sperando in "A world where bots and intelligences aren’t just treated as people by humans who are nice, but guaranteed equals in a society by law."
La storia è una retelling fantascientifico della fiaba della Lampada di Aladino, attingendo da mito, fiabe e alta tecnologia. Lina e Bador trovano uno jinn-bot alieno capace di realizzare ogni desiderio. Lo jinn-bot funziona come un software e nella migliore tradizione cerca sempre di ingannare il suo utente. Garantisce solo tre desideri perché è la versione "free trial period" per utenti non registrati. Lina e Zohra discutono su come utilizzare questa tecnologia. Dice Lina: "You want to use him [the jinn-bot] for small bursts of advantage, not disturbing the overall equilibrium, or drawing too much attention…we should use the jinn to solve the problems we are unable to solve ourselves, systemic problems, multigenerational problems, worldwide problems that somehow humans have bene unable to solve for millennia”
Il romanzo solleva una serie di domande, dibattuta tra I suoi personaggi: cos'è meglio per migliorare il mondo, una rivoluzione radicale o piccoli cambiamenti costanti? Cosa fare se l'unica cosa che si può migliorare è la propria situazione personale e non l'intera comunità? Come accettare e giustificare le conseguenze negative dei propri cambiamenti? Come trovare un equilibrio tra un governo democraticamente eletto e uno composto solo da esperti?

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